RomaNordToday

Panni stesi e baracche con vista RAI: a Saxa Rubra la nuova "favela" della Flaminia

Baracche e tende sul ciglio della consolare romana di fronte alla Stazione Centro RAI della Ferrovia Roma Nord: qui decine di disperati vivono in tuguri tra fango e rifiuti

Una grande baracca costruita con pannelli in legno e materiali di scarto rimediati, il tetto spiovente ricoperto dal cellophane per riparare la struttura da eventuali piogge, più avanti tende e alloggi di fortuna, tra le "costruzioni" - sorretti dagli alberelli presenti - scorrono i fili dei panni: tanti gli indumenti stesi a significare un cospicuo numero di persone che in quel villaggio - sulla via Flaminia fronte RAI di Saxa Rubra - vivono. 

Un insediamento abusivo, uno dei tanti, ai margini della consolare romana: casupole costruite tra fango e sterpaglie, intorno cumuli di rifiuti a sprofondare nel terreno reso umido dalle deboli precipitazioni di questi giorni. 

Davanti a tende e baracche due pali sorreggono un telone verde, forse un recinzione eretta per nascondere casupole e panni stesi ove la vegetazione si fa più rada. Eppure quell'assembramento di tuguri e suppellettili di fortuna è ben visibile, non tanto dalla strada, quanto dal passaggio pedonale che scavalca i binari della Ferrovia Roma Nord presso la stazione Centro RAI.  

Gli abitanti - indigenti e disperati - seppur invisibili per un Sociale che sembra inesistente, camminano spesso sul ciglio della strada muniti di fagotti e passeggini utilizzati per trasportare materiale di vario genere, di solito rimediato nelle attività di rovistaggio perpetrate ai danni dei cassonetti e del decoro della Città. 

Condizioni di vita indegne, condizioni igienico sanitarie che definire precarie sarebbe un eufemismo. Una situazione che si scontra poi con la tutela dell'ambiente, il decoro e soprattutto il rispetto della legalità: su via Flaminia - ormai costellata da insediamenti abusivi e discariche a cielo aperto - non mancano nemmeno roghi acri e maleodoranti.

Inutili quelle poche operazioni di sgombero messe in campo, più risolutivi in passato gli interventi di decespugliamento che - tolta la vegetazione selvaggia - hanno di fatto reso impossibile tirare su baraccopoli in terreni aperti e ben visibili. 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Ma la storia adesso è un'altra. In quel tratto della consolare romana - da Prima Porta a Grottarossa - proliferano delle vere e proprie micro "favelas" dove, a due passi dalla Città Eterna nel 2016, decine di disperati vivono all'addiaccio tra fango e rifiuti. 
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Roma, la mappa del contagio dopo il lockdown: ecco in quali quartieri sono aumentati di più i contagi

  • Coronavirus: a Roma 23 casi e tra loro anche un bimbo di nove anni, sono 28 in totale nel Lazio. I dati Asl del 9 luglio

  • Coronavirus, a Roma 17 nuovi contagi. Positivo bimbo di un anno a Civitavecchia

  • Cornelia, rissa in pieno giorno paralizza quartiere: tre feriti. Danni anche ad un negozio

  • Coronavirus, a Roma e provincia sei bambini positivi in 10 giorni

  • Coronavirus: a Roma 14 nuovi casi, 19 in totale nel Lazio. I dati Asl del 6 luglio

Torna su
RomaToday è in caricamento