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Casapound marcia contro il centro di accoglienza: "Giustiniana non sarà terra di conquista"

Militanti e residenti hanno sfilato nelle vie di Case e Campi per dire no al centro di accoglienza sulla Trionfale: "Distruggerà la vita del quartiere"

No al centro di accoglienza sulla Trionfale. Questa la motivazione che ha visto marciare nel complesso di Casa e Campi, a La Giustiniana, i militanti di Casapound e tanti residenti del quartiere del Municipio XV che non ci stanno ad accogliere un numero ancora indefinito di migranti in una struttura a poche centinaia di metri dalle loro case. 

Lo stabile nel quale, secondo voci insistenti, dovrebbe sorgere il centro di accoglienza per richiedenti asilo è la "casa per ferie" San Gabriele di via Trionfale 12840: una struttura, gestita dall'Istituto dei Fratelli di San Gabriele, da 34 camere immersa in un parco tra Municipio XIV e XV. 

"Non possiamo accettare che i nostri quartieri, già abbandonati al degrado dalle istituzioni, diventino zone franche dove far fare il bello e il cattivo tempo ad immigrati clandestini. Questi non sono centri di accoglienza, ma di speculazione. I veri razzisti sono quelli che permettono a persone di morire in mare perché altri si devono arricchire, quelli che pensano che i residenti di questo quartiere non abbiano diritto a niente se non alla distruzione che questo centro porterà nelle loro vite. 170 maschi, non famiglie, che sono dei salvadanai" - ha detto al megafono nel corso della manifestazione di Casapound a Case e Campi, il vicepresidente del movimento Andrea Antonini. 

"Sono qui per difendere i cittadini italiani. Siamo in presenza di un'invasione fuori controllo, agevolata dalle presunte organizzazioni umanitarie: noi come Nazione non ce la facciamo più nè sotto il profilo economico nè sotto quello sociale. In questa zona già ci sono campi rom, centri di accoglienza e delinquenza: ora un edificio gestito da religiosi, con seimila metri quadri tra parco e mini appartamenti, viene dato ad una cooperativa per ospitare circa 200 immigrati. Una struttura tra le altre cose che non ha nemmeno l'allaccio in fogna ma i pozzi neri" - ha aggiunto il senatore di Forza Italia, Fancesco Aracri. 

Ma non solo esponenti politici. Molti i residenti che hanno scelto di scendere in piazza e prendere parte al corteo che si è snodato tra le strade di Case e Campi anche per comprendere meglio quel che sta accadendo nel quartiere. "Siamo molto preoccupati dal punto di vista della sicurezza, qui le cose già sono precipitate: qualche anno fa si viveva benissimo e in tranquillità adesso furti e scippi sono quasi all'ordine del giorno" - raccontano due ultrasettantenni giunti alla manifestazione dopo aver letto uno dei volantini.  

"Questo è un quartiere con tante famiglie giovani, tantissimi bambini: sappiamo bene le difficoltà alle quali andremo incontro se questo centro di accoglienza aprirà. Non si tratta di rifugiati e persone che scappano dalla guerra - hanno aggiunto due mamme - ma arriverà di tutto. C'è da chiedersi poi che cosa faranno queste persone tutto il giorno in un quartiere residenziale". 

Una questione, quella del probabile centro di accoglienza sulla Trionfale, ancora tutta da definire ma sulla quale i manifestanti non vogliono prendere tempo: "Tutto come al solito è stato fatto sotto traccia: gli immigrati arriveranno entro luglio quando, nei conti di chi decide, i cittadini staranno pensando ad altro. Questa cosa allora la dobbiamo risolvere subito" - ha detto Antonini chiamando a raccolta la cittadinanza. Non solo quella di Case e Campi, ma anche Trionfale e Ottavia. "Oggi è solo l'inizio, per aprire quella struttura dovranno portarci via in ambulanza". 
 

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