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Ferrovia Roma Nord tra disagi e abbandono: "E' una linea da quarto mondo"

I disservizi che si sono verificati nella giornata del 23 febbraio denunciati in un esposto dal Comitato dei Pendolari: "Tratta ferma, navette attivate due ore dopo lo stop e insufficienti"

Ennesima giornata di passione quella di ieri per i pendolari della Ferrovia Roma Nord alle prese con un guasto alla rete elettrica che ha di fatto fermato la linea. Treni dunque mai arrivati in banchina, navette sostitutive attivate in modo tardivo, insufficienti e di conseguenza affollate. Da li la rabbia degli utenti davanti all'ennesimo disagio. 

Così è subito partito l'esposto a firma del Comitato dei Pendolari della Ferrovia Roma Nord. "Denunciamo l’ennesimo disservizio sulla linea ferroviaria Roma-Civita Castellana-Viterbo, di proprietà dell’ente Regione Lazio e affidata in gestione ad ATAC SPA. Nello specifico il disagio è stato causato dalla rottura di un cavo della linea aerea, che ha praticamente bloccato la linea per quasi 4 ore. Nel frattempo che si riparava il guasto - scrive il Comitato - i pendolari venivano dirottati su improbabili navette che facevano percorsi intermedi, lasciando poi al pendolare (che paga il biglietto e l’abbonamento per l’intera tratta) l’onere e il disagio di organizzarsi per arrivare ai capolinea per recarsi a lavoro o per altro impegno". 

"Completa disorganizzazione" - tuonano gli utenti della Roma Nord denunciando pure come le navette, con il guasto appreso alle ore 7, siano state attivate solo due ore dopo e in modo inadeguato. 

"Come sappiamo tutti, un bus navetta non sostituisce un treno come capienza, lasciando quindi a piedi molti pendolari che si trovavano nelle stazioni interdette nel momento e impossibilitati a salire sui bus sostitutivi. Inoltre i bus, non avendo corsie preferenziali sulla via Flaminia, vanno a intasare il già massivo traffico mattutino in ingresso alla capitale". 

Ma la riflessione del Comitato dei Pendolari non si ferma alla giornata nera di ieri, gli utenti sottolineano infatti come la manutenzione di infrastrutture e mezzi rotabili della linea sia sempre meno frequente, "infatti - scrivono - abbiamo anche treni con 30 anni di servizio, la maggior parte senza le dotazioni minime di bagni e aria condizionata, che si rompono spesso".  

"Inoltre - aggiungono - la tratta extraurbana (di ben 82 km) è ancora con il vecchio metodo di sicurezza del giunto telefonico, che è stato deprecato dall’associazione nazionale sicurezza ferroviaria (ANSF), ma purtroppo non da USTIF, dalla quale dipendono le verifiche di sicurezza della nostra tratta".  

Una linea che appare dunque in stato di completo abbandono "non arriva alcun investimento su infrastrutture e treni: erano stati promessi 154 milioni di euro per migliorare la linea, ma non si riesce a trovarne traccia" - dicono i pendolari parlando di servizio da "quarto mondo" a fronte di biglietti e abbonamenti pagati per intero. 

"Vorremmo sapere a fronte di quale performance ATAC da anni percepisce sempre la stessa remunerazione dall’ente regionale (circa 100 milioni di euro/anno). Quale livello di servizio viene controllato? Da chi e con quali risultati?".

Un'indagine da parte degli organi preposti quanto chiesto dal Comitato dei Pendolari della Ferrovia Roma Nord che sono sicuri: "Chi può utilizzi i nostri treni, anche solo per una settimana: capirà tante cose che è difficile anche scrivere". 
 

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