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Vagoni roventi, soppressioni e un futuro con Cotral. I pendolari della Roma Nord: "A settembre sarà cataclisma"

Il Comitato dei pendolari della Roma-Civitacastellana-Viterbo commenta stato e futuro della linea: "Atac al capolinea, nei prossimi anni andrà sempre peggio"

Vagoni roventi dove "anche di sera si sfiorano i 35 gradi", corse soppresse e navette  sostitutive che non bastano a rincorrere orari di lavoro e appuntamenti. Ennesima estate infernale per i pendolari della Ferrovia Roma Nord alle prese con i grandi cambiamenti della linea. 

Roma Civitacastellana Viterbo: cancellate 22 corse

Non proprio un'evoluzione, anzi: all'entrata in vigore dell'orario estivo, storicamente ridotto rispetto all'ordinario, si è aggiunta la rimodulazione delle corse extraurbane con le nuove norme per la sicurezza a cancellare, su una tratta dalle dotazioni troppo obsolete, di fatto 22 treni. Appena dieci quelli rimpiazzati dai bus. 

Così "muore" la Roma Civitacastellana Viterbo: le nuove norme per la sicurezza cancellano 22 treni

La Ferrovia Roma Nord passa a Cotral

"Una vera e propria apocalisse di soppressioni" - aveva tuonato il Comitato dei Pendolari Ferrovia Roma Nord che non rinuncia a denunciare le condizioni della Roma Civitacastellana Viterbo. 

Una ferrovia concessa che, proprio come la Roma Lido, dal 2021 potrebbe passare dalla gestione di Atac a quella di Cotral: è infatti all'affidamento in house che punta la Regione Lazio, proprietaria della linea. 

I pendolari "disillusi" dagli annunci

Non scettici, ma "disillusi" e "con scarsa fiducia" i pendolari della Ferrovia Roma Nord dopo l'ennesimo annuncio che corre sui binari. 

"Siamo favorevoli ad ogni cambiamento purchè porti innovazione e migliorie. D'altronde dopo oltre dieci anni di gestione disastrosa da parte di Atac, con pure la Regione ad avere le sue grandi colpe, ogni novità è la ben accetta" - ha detto a RomaToday il portavoce del Comitato dei Pendolari, Fabrizio Bonanni

Il sentore degli utenti della Roma Nord è che l'annuncio dell'assessore regionale, Mauro Alessandri, sia arrivato nel pieno della crisi e delle proteste "solo per placare gli animi esasperati e prendere ulteriore tempo". 

Tanti i dubbi dei pendolari su tempistiche e modalità del passaggio della linea dalla gestione Atac a quella di Cotral. "Un anno e mezzo per una transizione del genere è troppo poco. Bisognerebbe partire subito, invece intorno alla Roma Civitacastellana Viterbo i nodi da sciogliere sono ancora tanti, troppi". 

Il riferimento è all’avvio dei cantieri per il raddoppio della linea, alla sorte della stazione Flaminio, agli adeguamenti per la sicurezza ma anche al tipo di gestione che sarà dato eventualmente a Cotral "non si è capito se prenderà tutta la linea o solo la tratta extraurbana".

Tutti nodi da sciogliere cosi come le sorti di Atac "che - ricorda Bonanni - riceve 90milioni di euro per gestire le ferrovie concesse. Non credo che l'azienda possa permettersi una tale perdita e reggersi solo sui chilometri forniti a Roma su gomma". 

Troppe le incognite: il futuro per la Roma Nord, negli occhi di chi la utilizza tutti i giorni, non appare roseo. Così come il presente.

I pendolari lanciano l'allarme: "A settembre ci sarà il caos"

"Abbiamo un servizio extraurbano ridotto ai minimi termini e fortunatamente le scuole sono chiuse: a settembre ci sarà il caos. Invece che ad annunci ai quali spesso non seguono i fatti bisognerebbe pensare a come strutturare la ferrovia, alla sua innovazione" - incalza Bonanni. 

"Oggi dentro i vagoni, sempre più fatiscenti, la sera ci sono 35-36 gradi: sono senza servizi igienici, senza aria condizionata e sarà così per altri tre anni. Atac ormai è fuorigioco su tutto e da qui al 2021 sarà sempre peggio: un fornitore in uscita che sevizio può offrire? Ci sarà il cataclisma". 

Ferrovia Roma Nord: "Taglio su extraurbana 'uccide' territori"

Un servizio ridotto e ancora meno efficiente: quel che temono i pendolari. "La Roma Civitacastellana Viterbo è una risorsa unica che andrebbe valorizzata, invece viene trattata con mediocrità. Tagliare sul treno e sulla sua tratta extraurbana, come accade oggi, - conclude Bonanni - significa 'ammazzare' territori da 200mila abitanti e costringerli, in controtendenza con le esigenze dell'ambiente e della città, all'uso dell'auto". 
 

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