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Cartellopoli, Tor di Quinto deturpata dagli impianti: M5S interroga il consiglio

Interrogazione dei consiglieri a cinque stelle: il sindaco Marino e l'assessore al commercio Leonori, sono chiamati a chiarire "entro quali tempi e con quali modalità intendano porre un freno" alla cartellopoli di Tor di Quinto

Viale di Tor di Quinto

Tor di Quinto invasa dai cartelloni. E pensare che i primi vincoli e divieti risalgono agli anni '80. Impianti giganti che continuano a campeggiare nell'area di Roma nord, da Ponte Milvio alla Flaminia e Flaminia Nuova, una delle tante porzioni di città rovinate dai mostri pubblicitari sulla cui regolazione nessuno riesce a mettere le mani. Uno dei tanti, troppi, angoli di Roma dal paesaggio deturpato sul quale in Campidoglio si chiede spiegazioni. 

Di ieri l'interrogazione dei consiglieri a cinque stelle: il sindaco Marino e l'assessore al commercio, Marta Leonori, sono chiamati a chiarire "entro quali tempi e con quali modalità intendano porre un freno immediato alla cartellopoli che imperversa in tutto il comprensorio dei prati di tor di quinto". Premesso che l'area è interessata da una lunga e annosa serie di vincoli e divieti. 

Con nota del 21 novembre 1985 l'allora Soprintendente ai Beni Archeologici ne ha disposto uno lungo tutto il tratto di viale di Tor di Quinto dal piazzale di Ponte Milvio al cavalcavia della via Olimpica (via del Foro Italico); nel 1991 è stato approvato il progetto di "Parco Archeologico Lineare della via Flaminia" e con deliberazione 609 del 3 aprile 1981 il consiglio comunale ha individuato un'area urbana perimetrata, tra cui rientra anche l'intero comprensorio di Tor di Quinto, dove è stata vietata la collocazione di impianti pubblicitari di superficie superiore a 6 mq.

“I cartelloni non sono un problema in sé, se prevalgono regole certe e controlli. La mancanza di regole, invece, implica un problema di abusivismo e illegalità e insieme un problema di sicurezza per i cittadini". Così l'Assessore alla Roma Produttiva, Marta Leonori, inquadrava perfettamente il problema a inizio consiliatura. Ma sul come gestirlo siamo ancora lontani dall'obiettivo: rendere operativo, con tutte le modifiche del caso, il piano regolatore (PRIP) già abbozzato da Alemanno nel 2011 ma mai entrato in vigore.

Associazioni e comitati hanno avanzato diverse proposte, tra cui un bando di gara per la selezione delle ditte pubblicitarie, che al momento sono ancora al vaglio del Campidoglio. Anzi, il 31 dicembre era la data di scadenza stabilita nell'ultima Commissione Commercio sul tema per discutere degli emendamenti al Prip. Ancora nessuna notizia su incontri o riunioni. 

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