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Crollo Ponte Milvio: "Da Campidoglio impegni disattesi". E il consigliere grillino si dimette

Ignazio Squillante, condomino della palazzina di via della Farnesina 5 e portavoce in Municipio XV, lascia la carica di presidente della Commissione Bilancio: "Comune dia garanzie su mutui e agevolazioni"

Sono passati otto mesi dal crollo parziale della palazzina di Ponte Milvio: era infatti la notte tra il 23 e 24 settembre quando la parte posteriore dello stabile di via della Franesina, 5 venne giù lasciando dieci famiglie senza un tetto, costrette nel gennaio seguente ad assistere alla demolizione delle proprie abitazioni e con esse la distruzione degli averi lasciati in casa e dei ricordi.

Come se non bastasse a dover pagare le spese per la demolizione e la rimozione delle macerie gli stessi privati, ai tempi ancora ospiti in hotel e residence prima che pure l'assistenza alloggiativa del Comune si trasformasse in un ricordo e l'affitto per tanti in un'inaspettata, quanto gravosa, realtà. 

E mentre le indagini per accertare le cause che hanno provocato il cedimento della palazzina vanno avanti, con l'ultima perizia della Procura a far emergere, come riportato da Fulvio Fiano del Corriere della Sera, la presenza di un canale di scolo sotterraneo verso il Tevere che sarebbe stato "dimenticato" nei documenti ufficiali, c'è chi protesta e chiede al Campidoglio uno sforzo in più. 

E' il caso del consigliere del Municipio XV Ignazio Squillante, portavoce grillino in via Flaminia 872 e condomino della palazzina crollata di via della Farnesina che, con una lettera all'assessore al Bilancio di Roma Capitale Andrea Mazzillo e al minisindaco Simonelli, ha annunciato le proprie dimissioni dalla carica di presidente della Commissione Bilancio del Quindicesimo. 

"E’ una decisione molto sofferta a cui sono arrivato dopo un periodo di travaglio interiore" - ha scritto Squillante in un post su Facebook rendendo nota la lettera inviata a Campidoglio e Municipio. 

"Sono passati 8 mesi da quell’orrendo 24 settembre 2016, quando la casa in cui abitavo con la mia famiglia, nel palazzo che condividevo con mia sorella e altre otto famiglie si è sbriciolato in parte, rendendo necessaria la successiva demolizione totale. Da subito è stato chiaro che le cause del crollo, con ogni probabilità, non erano riconducibili a negligenze dei proprietari, cosa che si sta rendendo ancora più chiaro ed evidente ora che si stanno completando le indagini geologiche sotto le fondamenta". Inizia così la lettera del consigliere che parla di "colpo durissimo, non solo economico ma anche psicologico". 

"Abbiamo confidato in un aiuto delle Istituzioni Capitoline, le quali hanno preso una strada a dir poco rigorosa. Visto che si tratta di cosa privata, ci hanno detto, i privati (noi condomini) dovranno occuparsene, compresa la copertura delle spese di demolizione e smaltimento macerie, ingentissime. Si rifaranno poi, eventualmente, sui responsabili. Poco importa - prosegue la missiva - se la ricerca dei responsabili sia complicatissima e se, una volta (speriamo) trovati, occorra una causa di anni e anni, perché sappiamo tutti i tempi e i modi della giustizia in Italia quali sono".

Una linea che non è piaciuta ai condomini di via della Farnesina che pure, loro malgrado, dopo riunioni e civili proteste silenziate in Aula Giulio Cesare, l'hanno accettata senza drammi palesi o rimostranze estreme. 

Ma il rammarico per un'amministrazione apparsa burocrate e distante sembra esserci. "Dalle persone con cui ho condiviso, e condivido, il sogno di migliorare la politica in Italia, mi sarei aspettato qualcosina in più. Ma non voglio giudicarli. Posso capire la loro prudenza. Non è il massimo del coraggio ma posso comprenderlo" - ha scritto Squillante ricordando il documento votato all'unanimità dall'Aula Giulio Cesare.

Un ordine del giorno - sintesi tra i documenti delle parti politiche e le istanze di residenti e commercianti - che chiedeva al Campidoglio di assumere un ruolo di rilievo nella vicenda domandando, oltre ad un tavolo di concertazione, di favorire iniziative affinchè i costi di demolizione e ricostruzione non gravassero esclusivamente sui proprietari della palazzina e di individuare tutte le soluzioni adeguate per andare incontro alle esigenze di sostegno economico nei confronti degli inquilini considerando anche soluzioni di credito agevolato. Oltre a ciò si sottolineava la necessità di un controllo pubblico sulle fasi di demolizione e ricostruzione e la promozione di una campagna di indagini geognostiche al fine di valutare scientificamente le condizioni di sicurezza del territorio e mappare eventuali altri rischi nell'area. 

Documento rimasto in buona parte lettera morta. "Dopo sei mesi dal suo voto, tale documento è ancora disatteso. E’ stato costituito un Tavolo di Concertazione tra Comune e cittadini per implementarlo ma per ora non si è prodotto quasi nulla" - fa notare il consigliere Squillante palesando il timore che, dopo tanto tempo, i risultati sperati rischiano di non arrivare. 

Due i punti sui quali il presidente della Commissione Biancio del Municipio XV dimissionario chiede certezze al Campidoglio: la garanzia del Comune sull’accensione dei mutui bancari per la ricostruzione, "senza di essa, visto che è quasi impossibile ottenere un mutuo su un immobile da ricostruire, alcuni condomini - sottolinea Squillante - sarebbero costretti a svendere il loro diritto a ricostruire, aggiungendo al danno, un’ enorme beffa"; e l'agevolazione sul pagamento degli oneri concessori "i quali comporterebbero comunque una nuova entrata per il Comune, che senza crollo non ci sarebbe stata, ma ad un tasso ridotto".

Da qui le dimissioni dalla carica di vertice in Commissione. Squillante rimarrà comunque consigliere e fermo sostenitore del M5s pronto, "una volta che si avrà una risposta positiva, formale e definitiva, ai due punti" a riprendere la carica qualora gli verrà proposto. 

"Sapendo quanto vi state già impegnando su questo tema so - ha scritto Squillante a Mazzillo e Simonelli - che prenderete questo mio appello come una sfida a fare ancora meglio, per tradurre in fatti quelle buone intenzioni che ci hanno spinto, insieme, a presentarci al voto dei cittadini per cambiare, in meglio, la realtà di questa città meravigliosa" 
 

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