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"Senza casa e con demolizione sulle spalle": ma per sfollati di Ponte Milvio niente più residence

Nessuna ulteriore proroga all'assistenza alloggiativa per le famiglie coinvolte nel crollo di via della Farnesina 5. Simonelli: "Abbiamo già fatto tanto". I residenti: "Poveri da un giorno all'altro e lasciati soli"

Nessuna ulteriore proroga all'assistenza alloggiativa per le famiglie rimaste coinvolte nel crollo della palazzina di Ponte Milvio, quella in via della Farnesina n5. A partire dal 31 gennaio i 33 residenti evacuati dall'edificio parzialmente collassato e ora del tutto demolito e dagli stabili limitrofi - il 3, il 7C e il 7E - dovranno abbandonare residence e hotel nei quali da fine settembre scorso avevano trovato ospitalità.

Alla fine del mese infatti, con gli interventi che procedono spediti rispetto ai temi inizialmente dichiarati, l'operazione di rimozione delle macerie e messa in sicurezza dell'area sarà conclusa ed eliminerà di fatto lo stato di pericolo. Non immediato però il permesso a rientrare nelle proprie abitazioni per gli abitanti delle palazzine limitrofe a quella abbattuta: per l'ok servirà infatti la dichiarazione di agibilità da parte dei tecnici. E i tempi non sembrano dei più brevi. 

Ad aggiornare i residenti sul loro immediato futuro il minisindaco Simonelli in una riunione convocata nella chiesa Gran Madre di Dio: "Il Campidoglio mi ha già informato che sarà impossibile avere una proroga oltre il 30 gennaio: sull'assistenza alloggiativa abbiamo già fatto tanto, oltre quello che usualmente viene concesso e disposto" - ha detto il Presidente del Municipio XV durante l'incontro informando i cittadini interessati di come il Comune stia predisponendo per i coinvolti nell'evento la possibilità di accedere al Buono Casa. 

Un'opzione, quella del contributo per l'affitto, che non ha trovato larga soddisfazione nella platea della parrocchia di Ponte Milvio scettica che i criteri per l'accesso al Buono Casa, primo fra tutti quello di un ISEE massimo davvero minimo, possa consentire loro di sfruttare tale possibilità. 

"Non abbiamo più una casa, i risparmi che non bastano serviranno per pagare la demolizione: questa è una vera e propria presa in giro" - ha fatto presente una delle condomine della palazzina di via della Farnesina 5. "Una volta ricostruita casa poi - ha proseguito la donna - dovremmo ricomprarci una vita intera". 

Un aiuto in più da Roma Capitale quanto chiedono gli sfollati, quelli che la casa l'hanno vista andare giù pezzo per pezzo durante la demolizione controllata: "Da un giorno all'altro siamo diventati poveri. La Sindaca ha detto che non ci avrebbe lasciati soli e ha assicurato che sarebbe stata vicina alle famiglie fragili: invece vi siete rivelati fiscali e burocrati. Chi fa politica invece, seppur 'cittadini in prestito', deve assumersi delle responsabilità e fare di tutto per aiutare chi ne ha bisogno" - ha rincarato la dose un'altra abitante del palazzo crollato. Ma i margini per concedere loro l'assistenza alloggiativa sembrano davvero inesistenti. 

Migliori, per quanto possibile dopo mesi fuori casa, le condizioni di chi invece abita le palazzine vicine a quella crollata: loro potranno rientrare seppur con tempi incerti o sicuramente lunghi. A quanto si apprende infatti i tecnici incaricati per le dovute perizie hanno parlato di 60 o addirittura 80 giorni lavorativi, a partire dalla conclusione delle operazioni di rimozione delle macerie, per arrivare a dichiarare o meno l'agibilità dei palazzi rimasti in piedi.

Per rientrare tra le mura domestiche dunque passeranno ancora dei mesi: "L'unica speranza - commenta qualcuno - è che ci diano una sorta di agibilità condizionata permettendoci di rientrare nei nostri appartamenti". 

E c'è chi, a due settimane dalla scadenza dell'assistenza alloggiativa, ha già provveduto a stipulare contratti d'affitto: "Abbiamo trovato una casa a poca distanza dalla nostra: una sistemazione piccola ma che basta, nonostante in questa zona i prezzi siano alle stelle, a far si che non dobbiamo sradicare i nostri figli, già senza la loro casa, dal quartiere in cui sono cresciuti" - ha detto una famiglia. 

Intanto in via della Farnesina si continua a lavorare. Aperto pochi giorni fa il varco pedonale, con pure qualche irresponsabile motociclista a prenderlo come scorciatoia. In settimana poi previsto un tavolo sulla viabilità: l'obiettivo è quello di aprire almeno una corsia al lato della "zona rossa". Se a scendere o a salire verso Ponte Milvio è tutto ancora da stabilire. 
 

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