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Crollo Ponte Milvio, sugli sfollati la spada di damocle della demolizione

Sui condomini di via della Farnesina, 5 pesa l'ordine di demolizione che però non può essere eseguita, intanto c'è chi casa ce l'ha ma non può rientrarvi per il mancato cessato pericolo. Gli ex residenti: "Si valuti ipotesi evento calamitoso"

A quasi due mesi dal crollo della Palazzina di Ponte Milvio per le famiglie coinvolte, rimaste senza casa, e per una zona da settimane nella morsa di transenne e viabilità alternativa, all'orizzonte sembrano esserci ancora vuoti ed incertezze. 

Sui proprietari dello stabile collassato pesa l'ordine di demolizione intimato con un'ordinanza, i cui termini sono già scaduti, dalla Sindaca Raggi: un'esecuzione che però non è ancora stata autorizzata dalla Procura di Roma che sta indagando sul crollo. Per i residenti di via della Farnesina 5 poi, oltre al danno di case inagibili e da abbattere, anche la beffa di dover pagare le spese di demolizione.

Un epilogo al quale i condomini dell'edificio parzialmente crollato si oppongono con vigore chiedendo al Campidoglio più collaborazione  e di "rimodulare tempi e modi dell'inopportuna ordinanza". 

"Siamo costretti a considerare il Comune come un nemico. Abbiamo fatto fare in passato numerose perizie e il palazzo è sempre risultato agibile, non è possibile che non sia stata nemmeno presa in considerazione l'ipotesi dell'evento calamitoso" - hanno detto gli ex residenti di via della Farnesina, 5 all'Assessore al Bilancio Mazzillo in occasione della Commissione Trasparenza convocata in Campidoglio dal presidente, Marco Palumbo del Pd. 

Accanto alla disperazione di chi sa di aver perso casa e attende di sapere se dovrà davvero sostenere le spese, oltre 200mila euro in tutto, per demolizione e smaltimento delle macerie c'è chi invece casa ce l'ha ma non può rientrarvi: fin quando infatti lo stabile di via della Farnesina n.5 non sarà abbattuto anche le palazzine limitrofe, che in caso di crollo improvviso verrebbero investite da onda d'urto e detriti, dovranno rimanere vuote.

Un destino da sfollati che sta esasperando chi lo vive pur avendo una casa ad attenderlo. A preoccupare poi quell'assistenza alloggiativa fino ad oggi garantita in residence e hotel ma sulle cui proroghe, sempre a poche ore dalla scadenza e mai a lungo raggio, non v'è certezza. 

"Ci avevano detto che saremmo dovuti andare via domenica 13 novembre, il giovedì prima invece è fortunatamente arrivata la proroga di una settimana che tuttavia non ci lascia tranquilli: inimmaginabile infatti pensare di poter rientrare in casa nostra il 20. Attendiamo dunque l'ennesimo prolungamento dell'assistenza" - ha raccontato a RomaToday, Lidia una delle abitanti del civico 7 da quasi due mesi ospite del Sacconi.

"E' settimane che siamo fuori casa, li abbiamo lasciato effetti personali e soprattutto affetti. Vorremmo rientrarvi al più presto ma in attesa del 'cessato pericolo' e non sapendo se l'assistenza verrà prolungata con mio marito stiamo cercando qualcosa in affitto ma non è facile: i costi sono altissimi e contratti a breve termine difficili da ottenere" - ha proseguito la donna. "Vorremmo tempistiche certe sull'abbattimento della palazzina e una certificazione sulla piena sicurezza di quell'area, anche come condominio stiamo facendo fare delle perizie perchè dopo quanto successo siamo davvero preoccupati".

Ma a tranquillizzare sull'assistenza alloggiativa le famiglie è l'Assessore al Bilancio e Patrimonio di Roma Capitale, Andrea Mazzillo: "Abbiamo immobili, alcuni anche occupati abusivamente da qualcuno che magari ha tre case, e basta un atto amministrativo di Consiglio per andare incontro alla soluzione di questo problema autorizzando l'amministrazione" - ha detto in Commissione Trasparenza l'esponente dell'Esecutivo Raggi sottolineando come in Giunta sia già stata fatta una variazione di bilancio "che riguarda innanzitutto l'assistenza alloggiativa per dotare gli uffici di risorse per garantirla anche nel caso in cui il tempo di demolizione, come probabilmente succederà dovesse essere superiore ai 15 giorni".

Avanzata pure la richiesta per un'ulteriore variazione "perchè se i cittadini non dovessero intervenire l'amministrazione deve procedere poichè l'obbligo è la messa in sicurezza. Poi in caso - ha sottolineato ripreso dall'Agenzia Dire - ci si rivarrà sui responsabili".

Già partito poi il tavolo di concertazione con le autorità "non è stato ancora pubblicizzato e allargato ai cittadini solo perchè - ha spiegato Mazzillo - stavamo individuando le figure che dovevano partecipare e stavamo cercando di cogliere tutti i punti su cui bisogna intervenire".

Ma a soffrire per lo stato dell'area è anche il tessuto produttivo e commerciale di Ponte Milvio, messo a dura prova dalla presenza dei transennamenti che impongono pesanti restrizioni alla viabilità. 

"Il Campidoglio non sta facendo nulla e questa inerzia lascia tutti in una situazione di grande disagio. Un vero disastro" - commenta Marco Tolli, responsabile politiche del territorio del Pd di Roma, lanciando un monito a Palazzo Senatorio. "Occorre fare presto. Innanzi tutto vanno rettificate le disposizioni dell'ordinanza del Sindaco n. 85/2016 perché prevede azioni che, al momento, non possono essere eseguite dai proprietari. Fondamentale è poi la garanzia di un forte controllo pubblico sull'intervento di demolizione e ricostruzione del fabbricato, attraverso un ruolo primario dell’amministrazione di coordinamento delle attività edilizie e di sostegno ai proprietari sotto il profilo delle procedure, della progettazione, dell’accesso al credito, della individuazione degli alloggi temporanei" - ha spiegato il Democratico. 

Chiesto poi a Roma Capitale, come già approvato dal Consiglio ìdel Municipio XV, di prevedere una seria campagna di indagini geognostiche, utile a conoscere le condizioni del sottosuolo. "In poche parole - insiste Tolli - il Campidoglio può e deve fare molto di più".

Intanto sulla questione è stata convocata un'Assemblea Capitolina straordinaria: l'Aula Giulio Cesare discuterà del crollo di Ponte Milvio giovedì 17 novembre a partire dalle 9.30. 
 

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