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A Ponte Milvio via i banchi, restano i chioschi: sparisce la grattachecca

Votato dal parlamentino del Municipio XV il progetto di "delocalizzazione" di alcune attività del Piazzale: via rotazionali e granite. Da definire chi dovrà sostenere le spese, se i privati o l'amministrazioe, per la traslazione di 50cm dei chioschi

A Ponte Milvio "rivoluzione" verso ordine e decoro. Dopo il varo del Piano di Massima Occupabilità relativo alle attività commerciali presenti sul piazzale, il Municipio XV è intervenuto anche sulle altre due questioni rimaste in sospeso: i rotazionali, ossia i banchi degli ambulanti, e i chioschi.

I ROTAZIONALI - Per i primi, di pertinenza del Dipartimento Sviluppo Economico di Roma Capitale, la soluzione prevista è quella dello spostamento dal piazzale di Ponte Milvio a Largo Maresciallo Diaz: una delocalizzazione che permetterebbe così al piazzale di riacquisire ordine e accessibilità salutando per sempre quella sorta di suk che per anni ha reso i marciapiedi impraticabili e lo scenario davvero desolante. Altro che cono visivo verso la Torretta Valadier, come ha intimato di recente la Soprintendenza, libero da ostacoli: mutande, calzini, abiti e oggetti vari - oltre a ingombranti furgoni e ombrelloni - a Ponte Milvio hanno sempre avuto la meglio sulla bellezza del panorama. A breve però, con i tempi ancora incerti, non sarà più così. La speranza di residenti e avventori è quella che si trovi una soluzione adeguata anche per il posteggio dei mezzi di lavoro degli operatori dei rotazionali e ci siano maggiori controlli sulla sosta selvaggia delle auto anche nelle ore diurne.

I CHIOSCHI DI PONTE MILVIO - A Ponte Milvio restano invece, almeno in parte, storia e tradizione. Non si muoveranno - salvo per qualcuno una traslazione di 50 cm circa - i chioschi già in parte salvati da una recente sentenza del TAR. Rimarrà al suo posto il chiosco davanti ai civici 44-45, quello che dal 1968 vende quotidiani e riviste; non si muoverà nemmeno quello di Dino "Er Pistola", lo storico "cocomeraro" di Ponte Milvio: emblema antico di una piazza che nel tempo si è profondamente trasformata. A mantenere l'attuale posizione, sempre sullo stesso lato del piazzale, pure il chiosco bar posizionato sulla piattaforma all'angolo con viale di Tor di Quinto. Lì presente almeno dagli anni '20, con fotografie d'epoca e film a testimoniarlo, il chiosco all'ombra della Torretta Valadier: la postazione "elemento connotativo del paesaggio storico romano" rimarrà lì.

A salutare invece la piazza sarà il chiosco che sorge davanti al civico 36, proprio all'angolo con la via Flaminia: la postazione, che vende vestiario e accessori, sarà spostata a Largo Maresciallo Diaz insieme ai rotazionali al fine di far sorgere in quel ritrovato rettangolo alle spalle di Ponte Milvio "un polo commerciale per la vendita di prodotti non alimentari".

LA GRATTACHECCA LASCIA PONTE MILVIO - Ma dalla piazza di Ponte Milvio scomparirà pure un elemento della tradizione romana: la postazione per la rivendita delle granite o meglio "grattachecche", alla quale di recente è stata revocata la licenza di concessione dello spazio pubblico, verrà eliminata "considerando che la stessa - si legge nella delibera del Municipio XV - incide in un'area già gravata dalle occupazioni di spazio pubblico assentibili alle attività di somministrazione di alimenti e bevande".

Via dunque la grattachecca dal piazzale ma non dal quadrante di Ponte Milvio: "Abbiamo deciso di eliminare  una struttura che al momento non aveva alcun operatore e alla quale era stata ritirata la licenza. Tutto questo a malincuore perchè - ha spiegato l'assessora al Commercio del Municipio XV, Alessia Vivaldi - la 'grattachecca' è un prodotto della tradizione e per questo stiamo già lavorando per rintracciare un posto idoneo nel quale ricollocare tale attività". Via Riano o via della Farnesina, sul piano del commercio in area pubblica, le ipotesi sulla nuova collocazione della grattachecca di Ponte Milvio.

CHIOSCHI SPOSTATI DI 50cm -  I chioschi che, salvo quelli momentaneamente "salvati" dal TAR, non hanno più la licenza dovranno inoltrare una nuova domanda: saranno poi sollevati e spostati nel rispetto di quel limite dei 50cm dal ciglio del marciapiede che le norme impongono.

10MILA EURO PER SPOSTARE I CHIOSCHI - Da definire tuttavia, e non è un dettaglio, chi, se i titolari o l'amministrazione, dovrà sostenere le spese per tale minimo ma dovuto spostamento: "Serviranno in tutto circa 10mila euro, l'Avvocatura di Roma Capitale sta lavorando per capire se bisognerà attingere alle casse pubbliche o dovranno essere i proprietari a pagare" - ha fatto sapere l'assessora Vivaldi incassando più di qualche perplessità dalle opposizioni. "Serviranno come minimo 10mila euro a chiosco" - ha fatto notare il consigliere Mocci che chiedeva un rinvio del documento in Commissione per poi votarne in Aula una versione "completa e specifica" anche in riferimento alle spese da sostenere e a quegli spostamenti di 50cm "non esplicitati nel documento ma solo nelle piantine ed in modo non troppo corretto".

Sì AL PIANO DI DELOCALIZZAZIONE - Ma il M5s, certo del grande risultato ottenuto in quel di Ponte Milvio, sul fronte del decoro e della vivibilità del piazzale, ha scelto la via del voto immediato: dagli scranni delle opposizioni astenuti Pd e Lista Marchini, favorevoli Fratelli d'Italia e Forza Italia. Favorevole ma non all'unanimità il Gruppo del M5s: la consigliera Luisa Petruzzi, l'architetto che la "base" grillina vorrebbe ai Lavori Pubblici del Campidoglio, si è astenuta "per motivi tecnici e perchè, essendo suolo privato la grattachecca non potrà di certo essere spostata accanto al mercato di via Riano".

ORDINE A PONTE MILVIO - Così sui chioschi di Ponte Milvio, tra sospiri di sollievo per alcuni e probabili rimpianti per altri, il dado è tratto: presto nel piazzale, con l'aiuto di controlli serrati e costanti, alla luce del sole regneranno finalmente ordine e decoro. La cornice più adatta per valorizzare il cuore storico e culturale di Roma Nord.

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