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Ponte Milvio, il Tar salva il chiosco e fa sperare i locali: i tavolini possono rimanere

I giudici nella sentenza: "Amministrazione non ha specificato vulnus che permanenza dei tavolini arrecherebbe al decoro urbano"

I tavolini de "L'Altro Chiosco", l'unico chiosco di Ponte Milvio ad avere gli arredi esterni, possono rimanere al loro posto: sul suolo pubblico all'ombra della Torretta Valadier.

A stabilirlo i giudici del Tar del Lazio che in una sentenza pubblicata il 26 marzo scorso danno ragione al locale che, su più punti, aveva presentato ricorso contro Roma Capitale e il Piano di Massima occupabilità emanato dal Municipio XV. 

Il piano del XV: ridotti i tavolini di Ponte Milvio

Via Flaminia 872, su indicazione della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio Per il Comune di Roma, aveva infatti ordinato la rimozione di tavolini e sedie nel cono visivo tra la Chiesa Gran Madre di Dio e la Torretta Valadier: un provvedimento che aveva suscitato grandi malumori tra gli esercenti che, dopo anni, si erano visti sottrarre metri esterni utili a dehors e tavolini. Una vera e propria scure sui fatturati delle attività della piazza che, per la maggiore, si sviluppano e puntano sull'esterno. 

Ponte Milvio, la Torretta Valadier libera dai tavolini: in sospeso chioschi e banchi

Di recente la sentenza del Tar che "salva" L'Altro Chiosco ma più in generale fa vacillare il piano grillino elaborato in linea con le prescrizioni della Sovrintendenza. 

Il Tar salva i tavolini de L'Altro Chiosco

"L’intimata Amministrazione, nel denegare l’assenso alla collocazione degli elementi di arredo richiesti dalla ricorrente (ovvero nel non confermarne il mantenimento in loco dopo numerosi anni di occupazione oltre che di notevoli investimenti economici per il rifacimento del chiosco nel 2015), non ha meglio specificato il vulnus che la permanenza dei tavolini arrecherebbe al decoro urbano, limitandosi a decretarne l’incompatibilità sulla base di frasi di stile e tautologiche, senza alcuna relazione con la specificità del luogo in grado di esplicitare, e dunque far comprendere, i motivi della opposta incompatibilità degli arredi medesimi con il vincolo gravante sull’area monumentale ovvero con i valori storici e architettonici del luogo interessato" - scrivono i giudici de Tar

Incompatibilità degli arredi "sulla base di frasi di stile e tautologiche" senza specificare il vulnus che la permanenza dei tavolini arrecherebbe al decoro urbano E' questo il nocciolo di una sentenza che stabilisce un precedente che potrebbe risultare utile a tutte le altre attività che ora coltivano la speranza di poter porre sul suolo pubblico un numero maggiore di tavolini. Un ritorno al passato ben oltre le file di arredi concesse oggi. 

L'associazione Commercianti di Ponte Milvio

"Il principio statuito è di enorme importanza in quanto si sottolinea che semplici frasette di stile non possono comportare la perdita dei tavolini per i ristoratori e compromettere irreversibilmente realtà imprenditoriali operanti da lungo tempo" - commenta il presidente dell'Associazione Commercianti di Ponte Milvio, Simon Clemente. 

"L'Associazione è fiera del risultato e ribadisce la sua piena volontà di collaborare con le Amministrazioni pubbliche in ottica di leale collaborazione, cercando sempre di conseguire il contemperamento nell'interesse pubblico con quello privato, specie - conclude - in una piazza importante come quella di Ponte Milvio". 
 

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