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Le ruspe abbattono la favela di Ponte Milvio: nel cuore della Roma bene 40 persone in tuguri tra i rifiuti

Operazione nella baraccopoli di via Castelnuovo di Porto: "Risultato storico grazie a sinergia tra vigili, sociale e ufficio tecnico". Una delle famiglie 'occupanti': "Quella era casa nostra da 25 anni"

Ruspe a Ponte Milvio. Con una lunga operazione è stata sgomberata la favela di via Castelnuovo di Porto: un vero e proprio villaggio di abusivismo, precarietà e disperazione nel "salotto" di Roma Nord. 

La favela di Ponte Milvio

Tra palazzine eleganti e locali della movida, da oltre vent’anni, nel silenzio più assoluto, quaranta persone vivevano in manufatti abusivi, baracche e tuguri. Gli allacci alla corrente “da brividi”, le condizioni igienico sanitarie pessime così come quelle legate alla sicurezza. Intorno alle catapecchie rifiuti, materiali accatastati, bombole del gas esauste e veicoli abbandonati. 

Una situazione che a Ponte Milvio, nonostante le denunce dei residenti della zona, andava avanti da decenni. Il primo atto di disciplina edilizia nel ’93, poi nulla più. La favela all’ombra della Torretta Valadier è cresciuta e con loro la comunità di residenti, più che altro filippini, con famiglie arrivate anche alla terza generazione in quello spaccato di profonda precarietà nel cuore della movida di Roma Nord. 

Tuguri tra locali e palazzine eleganti: ecco la favela nel cuore di Ponte Milvio

Lo sgombero di via Castelnuovo di Porto

Ieri mattina l’operazione di sgombero. In via Castelnuovo di Porto sono arrivati gli agenti dei gruppi XV Cassia e GSSU della Polizia Locale di Roma Capitale, quelli della Polizia di Stato insieme alle autorità istituzionali del Municipio XV, i tecnici e i servizi sociali per dare assistenza ai nuclei familiari presenti. 

A monte un lavoro certosino di mappatura patrimoniale e delle fragilità delle famiglie, oltre che il censimento di quegli immobili abusivi  anni or sono finiti addirittura in locazione. Gli accertamenti sulle responsabilità degli illeciti sono tuttora in corso. 

“Lo sgombero di via Castelnuovo di Porto è avvenuto dopo un intenso lavoro che ha visto la collaborazione fattiva tra Municipio XV e Polizia Locale. Dall’ufficio Tecnico al Sociale, i vigili e la Polizia di Stato: tutti abbiamo lavorato per ottenere un risultato che per questo territorio è storico” – ha sottolineato il minisindaco del Quindicesimo, Stefano Simonelli.

“Nei mesi scorsi abbiamo informato le famiglie, abbiamo fatto delle verifiche su chi abitava quell’area offrendo loro il supporto dei servizi sociali. Da quanto emerso non ci sono situazioni particolarmente critiche: sono tutti lavoratori” – ha sottolineato l’assessora al Sociale, Paola Chiovelli. 

La disperazione degli occupanti: “Ora viviamo in macchina”

Delle 40 persone “occupanti”, tra cui 4 minori e un neonato, nessuna ha accettato l'assistenza alloggiativa alternativa offerta dagli operatori della Sala Operativa Sociale.

“Non voglio separarmi da mia moglie e da mia figlia. Però da ieri viviamo tutti in macchina. Quella da 25 anni era casa nostra, ora non sappiamo dove andare. Mio figlio ha già iniziato la terza liceo, l’altra andrà in quinta elementare da lunedì: sono nati e cresciuti qui. Non è giusto, siamo disperati e non sappiamo che fare” – racconta Sergej che con la sua famiglia, compreso il nipotino di appena sette mesi, abitava una delle case in muratura, 100mq linda e ben tenuta,  di via Castelnuovo di Porto.

I servizi sociali la sola alternativa per uscire da una situazione di disagio: è questo, di origine moldava, l’unico nucleo familiare che forse si rivolgerà al Sociale di via Cassia. 

Gli altri hanno tutti abbandonato spontaneamente le loro abitazioni, rientreranno solo per prendere quanto non gli è stato possibile portare via ieri.

L’operazione della Polizia Locale

“Nel rispetto della dignità di quelle famiglie nei prossimi giorni sarà consentito loro di sgombrare i manufatti dagli effetti personali che non sono stati tolti d’ufficio. L’operazione di via Castelnuovo di Porto si è svolta senza problemi e con successo come sempre accade – ha evidenziato Ugo Esposito, comandante del XV Gruppo – quando c’è sinergia tra tutti gli attori che intervengono”. 

Una favela fra i locali e le palazzine eleganti della Roma bene: sgomberata baraccopoli

Il ‘modello Roma’

“Un ‘modello Roma’ che funziona” – ha rilanciato Marco Cardilli, delegato alla Sicurezza della Sindaca. “E’ grande l’attenzione per i territori, verso quelle situazioni in cui va ripristinata la legalità ma anche e soprattutto nei confronti di chi vive in condizioni di disagio e degrado”. 

Via Castelnuovo di Porto: al via le demolizioni

I moduli abitativi, sgomberati e resi inagibili, saranno abbattuti nelle prossime settimane: “Sarà un lavoro lungo: occorre provvedere ad un ulteriore censimento, poi alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti e dei residui. Si passerà poi alla demolizione dei manufatti abusivi” – ha spiegato Ernesto Dello Vicario, direttore tecnico del XV. 

Dopo oltre vent’anni in via Castelnuovo di Porto torna dunque la legalità: a sorvegliare l’area, per scongiurare eventuali nuove intrusioni, due pattuglie della Polizia Locale. 

VIDEO | Allacci abusivi alla corrente e baracche in muratura, lo sgombero della favela di Ponte Milvio

Dal Municipio XV ‘tolleranza zero’ sull’abusivismo

Il futuro è tutto da scrivere: “Non lasceremo che sprofondi nell’abbandono, decideremo che cosa fare di quel’area in base alla destinazione urbanistica: deve sorgervi qualcosa che sia utile al quartiere” – ha promesso Simonelli che annuncia ‘tolleranza zero’ sull’abusivismo.

“Non possiamo consentire che si viva in situazioni così degradate e degradanti e che, come accaduto in questo caso, lo si faccia per decenni”. 
 

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