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Tor di Quinto, inaugurata la nuova stazione: c'è una targa per la Reggiani

Il luogo dove è avvenuto l'aggressione è ora illuminato, la strada asfaltata e dotata di un percorso pedonale pavimentato. In più l'area è ora sorvegliata dalle telecamere collegate alla centrale operativa Atac

Tra venti giorni si celebrerà il secondo anniversario della sua atroce morte. Nella rinnovata Stazione di Tor di Quinto il ricordo di quanto accaduto a Giovanna Reggiani il 30 ottobre 2007 è più che mai presente. Anche ora a lavori ultimati, anzi soprattutto oggi che è stata scoperta una targa in suo onore. “Contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne, il Comune di Roma pose il 13/10/2009 in memoria di Giovanna Reggiani, vittima di inaudita violenza in questo luogo il 30/10/2007”: questa la scritta sulla targa nella nuova stazione.

A scoprirla oggi il sindaco di Roma Alemanno, con il marito della donna, Giovanni Gumiero e il presidente della Regione Alemanno. Una stazione rinnovata quella di Tor di Quinto, dove la strada di accesso, dove la donna fu aggredita, è stata illuminata, asfaltata e dotata di un percorso pedonale protetto e pavimentato. In più l'area è ora sorvegliata dalle telecamere collegate alla centrale operativa Atac.

Alemanno spiega: “Quello che successe a Giovanna Reggiani è stato uno dei fatti più gravi della Roma contemporanea. Siamo qui, tutte le istituzioni, a dare un segno e ad offrire ai cittadini una Roma migliore. Una sorta di spirito della memoria e sfida verso il futuro".

Scendono invece le lacrime dagli occhi dell'ammiraglio Gumiero, marito di Giovanna Reggiani che commosso spiega: “Giovanna era una donna semplice che amava la discrezione. Non avrebbe gradito che il suo nome avesse una cassa di risonanza, ma abbinare l'idea dell'inaugurazione di una nuova stazione al monito contro tutte le violenze, lo avrebbe condiviso”.

Il presidente della Regione, Piero Marrazzo ha ricordato che "ancora qui c'é la casa di famiglia dei Reggiani e dobbiamo sempre tenere a mente che la loro cittadinanza è un valore. Noi, come regione, abbiamo pensato quindi che questa dovesse divenire una delle più importanti ferrovie di Italia e d'Europa. Abbiamo finanziato con 400 milioni di euro la tratta fino a Civita Castellana".
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