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Flaminia, 400mila euro per un ponte ancora inaccessibile ai disabili

Ascensori fermi al piano, nulla accade se si prova a chiamarli al livello strada. Ad un anno dall'inaugurazione la passerella è off limits per diversamente abili, anziani e persone con difficoltà motorie

Nel luglio 2014 l'urto con un mezzo pesante e il crollo del ponte pedonale di via Flaminia, quello all'altezza della vecchia stazione di Grottarossa: un cavalcavia ormai obsoleto, e dopo l'incidente non più recuperabile, del tutto rimosso e rinnovato. Dopo sei mesi, per buona parte dei quali quella porzione della Città rimase pressoché isolata, l'installazione di un sovrappasso nuovo di zecca: un cavalcavia tanto moderno quanto necessario per residenti della zona e utenti dei mezzi pubblici. 

400mila euro circa l'investimento per la completa ricostruzione del sovrappasso con Astral che, in occasione del taglio del nastro, si era impegnata, entro 60 giorni, a installare pure gli ascensori affinchè la passerella fosse accessibile anche alle persone diversamente abili. 

Promessa mantenuta, ma a metà. Gli ascensori ci sono ma, come spesso accade in barba alla barriere architettoniche, non funzionano: gli elevatori sono infatti fermi al "secondo piano", quello altezza passerella, e nulla accade se un utente - disabile, anziano o con difficoltà motorie - tenta di chiamarlo a livello della strada. 

Dunque a oltre un anno dall'inaugurazione, quell'infrastruttura, realizzata e ripristinata "in tempi brevissimi", è ancora  proibita ai diversamente abili e a tutta un'ampia serie di categorie.

Agli ostacoli strutturali si somma poi l'inciviltà di chi li lascia l'automobile per prendere i mezzi Atac: non è infatti inconsueto notare vetture e ciclomotori in sosta che intralciano l'ingresso alla rampa realizzata come accesso per i disabili. 

Insomma un'opera nuova costata alla collettività 400mila euro, un prezzo lievitato, rispetto ai circa 136mila inizialmente previsti, anche per la realizzazione di quei due ascensori che ad oggi, fermi al piano, sembrano inserirsi perfettamente in un contesto di mezzi pubblici e di stazioni, quelle vicine della Ferrovia Roma Nord, che di certo non brilla per accessibilità. 


 

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