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Per gli sfollati di Prima Porta arriva l'ultimatum: "sfratto" per gli ospiti del Flaminius

I nuclei familiari in albergo dal gennaio 2014 dovranno lasciare la struttura che il proprietario vuole far ritornare albergo: li l'accoglienza regolare è cessata già da tempo. L'assessora Chiovelli: "Questione tra occupanti e proprietà. Già attivato Dipartimento delle Politiche Sociali"

"Sfratto" in vista per i nuclei familiari di Prima Porta che in seguito all'alluvione del gennaio 2014 ancora sono ospiti dell'Hotel Flaminius. Un'assistenza alloggiativa regolare, a dire il vero, già cessata da parte di Roma Capitale quasi due anni fa con pure il Consorzio delle Cooperative Sociali 'Casa della Solidarietà' che nel maggio scorso, nel pieno di un contenzioso economico con il Comune, aveva interrotto fornitura di pasti e assistenza

Un'ipotesi di "sfratto" che da tempo pende come una spada di Damocle sugli sfollati, perlopiù nuclei familiari fragili le cui condizioni di vita si sono aggravate in seguito al fiume di fango che ha invaso le abitazioni in cui vivevano. Tanti di loro erano affittuari ma, avevano già tenuto a sottolineare, la perdita di tutti i beni e per qualcuno anche del lavoro hanno esasperato le condizioni impedendo loro di lasciare la struttura alberghiera di via Flaminia. L'unico tetto a loro disposizione. Un addio al Flaminius che però sembra imminente.

La proprietà dello stabile ha infatti intimato agli ospiti di abbandonare la struttura alberghiera che vorrebbe tornare a svolgere la funzione di Hotel sulla consolare di Roma Nord nel più breve tempo possibile. Tempo per lasciare le camere senza dover ricorrere ad uno sgombero forzato dieci giorni dalla notifica della comunicazione arrivata agli ospiti del Flaminius il 20 febbraio. 

Famiglie con le quali si è schierato il PCI di Labaro Prima Porta. "Tante di queste famiglie non hanno altra casa se non l'hotel stesso. Il comune di Roma ha abbandonato da tempo questo problema sociale del nostro territorio e le famiglie si ritrovano completamente spaesate, senza difese. Non chiedono la garanzia di una nuova casa, chiedono però supporto delle istituzioni" - hanno detto dalla sezione Petroselli chiedendo al XV Municipio e al Comune di Roma di farsi carico della questione, "per trovare una soluzione che risolva i problemi di questi cittadini che non chiedono altro che un tetto sopra la testa". 

E sulla vicenda è intervenuta l'assessora alle Politiche Sociali del Quindicesimo, Paola Chiovelli. "L'amministrazione da un punto di vista formale da tempo è  fuori dalle logiche dell'assistenza con la questione che al momento riguarda dei privati: da un lato nuclei familiari fragili che di fatto occupano abusivamente uno stabile, dell'altro il proprietario dell'immobile che lo rivorrebbe indietro per farlo tornare alla vocazione originaria, ossia quella della struttura alberghiera. Come Municipio però seguiamo la vicenda con attenzione: ho già informato il Dipartimento delle Politiche Sociali e chiesto di attivare per chi ne ha diritto la più ampia offerta sociale" - ha detto Chiovelli ai microfoni di RomaToday sottolineando come via Flaminia 872 abbia chiesto di verificare le singole situazioni e prendere in carico quelle emergenziali, ossia relative ai nuclei familiari più fragili.

Dal Quindicesimo quindi la rassicurazione: il Municipio XV sarà di supporto e fungerà da mediatore in questa fase molto delicata e per alcuni tragica. "Ciò che mi dispiace particolarmente è che quella dell'Hotel Flaminius è una situazione che si è trascinata per anni ed è toccato a me spiegare con chiarezza lo stato effettivo delle cose. Mi auguro - ha concluso l'assessora della Giunta Simonelli - che le persone ospiti del Flaminius possano trovare sistemazioni migliori e soprattutto un'alternativa valida nella piena legalità". 

Dunque per gli ospiti del Flaminius l'ultimatum tanto temuto è arrivato: entro la metà di questa settimana dovranno lasciare le camere in cui sono ospiti dal gennaio del 2014. Questa volta, dopo i tanti allarmi, sembra in modo definitivo e improrogabile. 
 

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