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Prima Porta a sei anni dall’alluvione, progetti da ultimare e fossi da pulire: “Non vogliamo più temere la pioggia”

A sei anni dal 31 Gennaio 2014 il Consiglio straordinario del Municipio XV sullo stato della borgata: sì unanime per richiedere il completamento del piano di mitigazione del rischio idraulico

Sono passati sei anni dall’alluvione di Prima Porta eppure la borgata di Roma nord teme ancora la pioggia. Era il 31 gennaio del 2014 quando in seguito ad un eccezionale temporale parte del quartiere del Municipio XV fu investita da acqua e fango finendo letteralmente sommersa.

Sott’acqua in particolare tutto il quadrante intorno a via Procaccini con le famiglie tratte in salvo con i gommoni. Situazioni quasi identiche in via Bozzolo e via Saronno, sprofondato invece come nelle sabbie mobili il condominio dell’ex Macelletto, quello in via della Giustiniana 278

Sei anni fa l'alluvione di Prima Porta

Un vero e proprio disastro tra case allagate e distrutte, attività commerciali devastate e famiglie sfollate. Da li, nonostante anni di promesse disattese sul risanamento idraulico di quella periferia, tenuta a galla solo dal malandato impianto idrovoro di via Frassineto (in seguito rinnovato ed adeguato), l’avvio della messa in sicurezza del quartiere. Un processo che, a sei anni di distanza, ancora non si è concluso. 

Prima Porta: la bonifica della marana

Ma su Prima Porta si lavora. Nei giorni scorsi sono iniziati i lavori di bonifica della marana con taglio della vegetazione e scavo del materiale sedimentato nel fosso di Monte Oliviero. Un intervento finanziato dalla Regione Lazio con 550mila euro. Non l’unico. “La Regione negli ultimi anni ha speso circa 700mila euro per interventi di manutenzione ed efficientamento dell’impianto di via Frassineto a testimonianza – ha detto l’assessore regionale ai Lavori Pubblici e Tutela del Territorio, Mauro Alessandri, in Municipio XV – dell’attenzione verso questo territorio”. Non solo: per la marana di Prima Porta stanziato anche 1milione e 600 mila euro che, oltre per la pulizia e il dragaggio, servirà anche alla caratterizzazione dei fanghi. “Un investimento che assorbe il 15% delle risorse Cipe a disposizione per tutti i fossi della città di Roma. A zone come Prima Porta – ha sottolineato Alessandri - abbiamo dato maggior priorità e maggior attenzione visti parametri tecnici e necessità oggettive”. 

Via Procaccini: l'impianto idrovoro "ultimato"

Ma il quartiere attende anche il completamento dell’impianto idrovoro di via Procaccini che, ad oggi, non collaudato e non consegnato funziona solo manualmente. Solo in caso di allerta meteo scatta il presidio della ditta incaricata alla sua attivazione. 

“Sull’impianto di via Procaccini è stata fatta una prova di funzionalità proprio nei giorni scorsi: abbiamo verificato che l’impianto funziona, i lavori sono completi. Pertanto – hanno fatto sapere i tecnici – verrà consegnato al Dipartimento Simu a breve, poi passerà ad Acea essendo un impianto di sollevamento misto”. Un collaudo che il Comune di Roma “seguirà da vicino”. “L’assessorato è presente per la mitigazione del rischio idraulico di Prima Porta” – ha detto in Aula Maria Gemma Pinto per conto dell’assessora alle Infrastrutture di Roma Capitale, Linda Meleo. 

Per prevenire ulteriori allagamenti in dirittura d’arrivo anche il progetto di innalzamento dei ponti su via della Giustiniana, affinchè non rappresentino più un ostacolo. Attenzione anche alla pulizia delle caditoie. 

La pulizia delle caditoie contro gli allagamenti

“Abbiamo ritenuto che il Municipio dovesse essere un esempio per gli altri enti coinvolti: per questo abbiamo fatto una verifica sullo stato delle caditoie, le abbiamo censite e ripulite. Ogni anno – l’impegno ribadito dal minisindaco Stefano Simonelli - tutte le caditoie censite saranno pulite e disostruite. Sappiamo che così non si risolve il problema ma sapere che il Municipio tutti gli anni fa un intervento puntuale sulle caditoie di Prima Porta è fondamentale”. 

“L’impegno della Regione Lazio si è dimostrato concreto, chiediamo che sia costante nel tempo. E’ invece del tutto evidente che l’amministrazione comunale deve aumentare la sua attenzione affinchè l’impianto di via Procaccini, finanziato nell’ultima amministrazione e finalmente ultimato, sia disponibile nel più breve tempo possibile. Occorre inoltre finanziare il potenziamento delle fognature dopo l’intervento realizzato negli anni passati con lo sfioratore di via Dalmine. Regione e Comune si impegnino per delineare precise competenze per l’impianto di via Frassineto e la manutenzione dei fossi” - l'esortazione di Daniele Torquati e Gina Chirizzi, consiglieri del Pd.

Il Municipio XV unanime: "Si completi piano mitigazione del rischio idraulico"

Tutti d’accordo in Municipio XV affinchè venga rilanciato e completato il piano di mitigazione del rischio idraulico attraverso la richiesta di nuovi finanziamenti per gli ulteriori stralci come per il caso dell’impianto di Via Procaccini. In più il parlamentino di via Flaminia ha chiesto che venga definito un programma di manutenzione pluriennale del reticolo idrografico di Prima Porta sulla base dell'unificazione delle competenze prevedendo una cadenza costante degli interventi di bonifica all'interno dei fossi. 

Il Comitato degli alluvionati: "Non vogliamo più avere paura della pioggia"

“Rimaniamo perplessi sulle modalità dell’appalto relativo alla pulizia della marana e sulle tempistiche. Quello che chiediamo – ha detto Francesco Mangone del Comitato 31 Gennaio - è che le opere necessarie alla scurezza idraulica di Prima Porta vengano tutte completate e che possano essere pienamente in funzione a breve. Noi rimaniamo vigili affinchè tutto sia realizzato. A sei anni da quella rovinosa alluvione – dicono i residenti - non vogliamo più avere paura della pioggia”. 
 

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