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Prima Porta tra impianti anti-allagamento e alluvionati "schifati" da mancati risarcimenti

Nel quartiere del Municipio XV, devastato dall'alluvione del 31 gennaio 2014, si continua a lavorare sul piano di risanamento idraulico. Torquati: "Recuperato molto di quanto non fatto in anni precedenti", polemica e rabbia sugli indennizzi mai arrivati

A Prima Porta, devastata dall'alluvione del 31 gennaio 2014, si lavora ancora per far si che allagamenti e fiumi di fango siano solo un brutto ricordo. Dopo gli interventi sulle idrovore di via Frassineto e lo scolmatore di via Dalmine occhi puntati in via Procaccini dove già da tempo è in corso l'intervento per la realizzazione di un impianto anti-allagamento: stazione di pompaggio delle acque, una vasca interrata e opere fognarie collaterali quanto si sta realizzando nella strada del quartiere del Municipio XV. 

Operazioni che rappresentano il secondo stralcio del piano di risanamento idraulico dell’abitato di Prima Porta: 5milioni di euro, interamente finanziati da Roma Capitale, l'ammontare dell'investimento. Di recente il sopralluogo nel cantiere per constatare l'avanzamento dei lavori che dovrebbero vedere la loro conclusione fra qualche mese. 

IMPIANTO VIA PROCACCINI - "Il tutto procede in modo spedito: la settimana prossima sarà ultimata la vasca, la ditta incaricata ha già acquistato le pompe e tra circa dieci giorni saranno conclusi anche i locali tecnici" - ha detto a RomaToday il presidente del Municipio XV, Daniele Torquati, a margine del sopralluogo assicurando come il tutto dovrebbe concludersi nel mese di luglio. 

VIA FRASSINETO E VIA DALMINE - "Queste sono opere indispensabili per evitare altri allagamenti nel quartiere di Prima Porta. In questi anni abbiamo ultimato l'impianto di via Frassineto che doveva in realtà essere già pronto nel 2010: è stata posta una vasca più profonda di quelle esistenti per non far andare in sofferenza la strada che è stata alleggerita anche grazie alla realizzazione dello scolmatore di via Dalmine" - ha spiegato il minisindaco. 

Ma li, a Prima Porta come nel Municipio XV, nessuno vuole guardare al passato o soffermarsi su quanto fatto: "Il lavoro da portare avanti è ancora tanto" - ha sottolineato Torquati ricordando tuttavia come lo sblocco dei fondi per il cantiere di via Procaccini, così come la pulizia della marana, siano stati risultati importanti per un quartiere che li ha attesi per lungo tempo. 

CORSA CONTRO IL TEMPO - "Al momento possiamo dire di aver recuperato molto di tutto quello che negli anni passati non è stato fatto per la sicurezza di Prima Porta e dei suoi abitanti, ma di strada da fare ce n'è ancora tanta: sin da adesso - ha detto il numero uno di via Flaminia 872 - stiamo richiedendo una nuova pulizia della marana affinchè non si rincorra sempre l'emergenza". 

RISARCIMENTI MAI ARRIVATI - E mentre i lavori tecnici proseguono gli alluvionati di Prima Porta si interrogano su quei risarcimenti per i quali hanno compilato moduli e pratiche ma che di fatto li, non sono mai arrivati. 

"Nessun riconoscimento automatico dei contributi in base alla ricognizione effettuata per i soggetti interessati dall'evento calamitoso", risponde la Presidenza del Consiglio dei Ministri al Comitato 31 Gennaio che, tramite il suo legale, chiedeva informazioni su quelle somme tanto attese e necessarie al ripristino di case e attività commerciali. 

ALLUVIONATI PRIMA PORTA SCHIFATI - "La maggior parte di noi si è ritirato su le maniche per poter ricominciare la propria vita normale, molti si sono indebitati con banche e istituti di credito, altri con lo Stato. Ora - scrive il Comitato 31 Gennaio - dopo più di due anni riceviamo la risposta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che ci spiega che il modulo compilato non è una vera e propria richiesta di risarcimenti bensì un censimento per sapere quanti danni abbiamo subito. Insomma - concludono adirati da Prima Porta - sulla base di questo censimento il Consiglio dei Ministri 'potrà' individuare i criteri per la concessione dei risarcimenti. Tutti facciano le loro riflessioni, noi - non usano mezzi termini - ci sentiamo schifati". 
 

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