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Prima Porta, sfratto per gli alluvionati ospiti del Flaminius: "In strada anche minori"

Via dall'hotel le ultime due famiglie 'occupanti', la Lega polemizza con i 5s. L'assessora Chiovelli: "Epilogo inevitabile, continueremo a sostenere nuclei fragili"

Sfratto esecutivo per le ultime famiglie alluvionate di Prima Porta ospiti dell'Hotel Flamiunius dal 2014, da quando il quartiere a nord di Roma fu investito dalla furia dell'acqua e da quel fiume di fango che portò con se case e averi. Da quel giorno alcuni nuclei familiari hanno trovato accoglienza nelle stanze dell'hotel di via Frassineto, struttura ricettiva proprio ai margini della zona colpita dagli allagamenti. 

Le famiglie alluvionate ospiti del Flaminius

Un'assistenza alloggiativa regolare già cessata da parte di Roma Capitale sul finire del 2015 con pure il Consorzio delle Cooperative Sociali 'Casa della Solidarietà' che nel maggio del 2016, nel pieno di un contenzioso economico con il Comune, aveva interrotto fornitura di pasti e assistenza.   Anni difficili per chi, fragile e indigente, non era riuscito a trovare una nuova sistemazione divenendo "occupante".

Lo sfratto, con la proprietà che vorrebbe ritrasformare lo stabile in Hotel, pendeva sulle teste degli alluvionati già da quasi due anni: da quando nel febbraio del 2017 fu intimato agli ospiti di lasciare la struttura alberghiera. A rimanere nell'unico tetto a loro disposizione solo due famiglie raggiunte dallo sfratto esecutivo nella giornata di mercoledì 10 ottobre

La denuncia della Lega: "In strada minori"

"Non contestando il diritto della proprietà dell'immobile, che deve rientrare legittimamente in possesso della struttura, per legittimi motivi di carattere privato, rileviamo però il ritardo estremo e ingiustificato con cui l'amministrazione pentastellata del Municipio XV e le politiche sociali hanno gestito questa emergenza, che riguarda, peraltro, anche alcuni bambini tra i tre e i 10 anni" - denuncia Riccardo Corsetto, presidente della sezione Ponte Milvio, Lega con Salvini.

La contestazione più grande nei confronti dell'amministrazione grillina di Roma Nord è quella di aver formalizzato l'offerta di sostegno economico solo un giorno prima dello sfratto "peraltro utile solo nel caso in cui le famiglie sfrattate - sottolinea Corsetto - presentino al municipio un regolare contratto firmato. Circostanza assai remota per chi però non ha redditi e si presenti a un locatore millantando il Comune di Roma come unico garante." 

"Il documento tardivo e inefficace del Municipio specifica anche che il sussidio è vincolato al bilancio municipale diventando per tanto qualcosa di simile a un pagherò. Qualcosa - incalza Corsetto - che nessun locatore potrebbe considerare garanzia". 

Tempo scaduto per gli alluvionati del Flaminius: "Il Comune ci ascolti, non abbiamo alternative"

L'assessora al Sociale del Municipio XV: "Abbiamo fatto tutto il possibile"

A respingere con fermezza le accuse l'assessora alle Politiche Sociali del Municipio XV, Paola Chiovelli, che ha rivendicato la bontà di un lavoro capillare e certosino avviato sin dal 2016. 

“Innanzitutto si è fatta chiarezza sulla loro reale situazione (decisamente ingarbugliata) dopo che l’ente gestore che eroga il servizio dei pasti e delle pulizie aveva interrotto i rapporti con Roma Capitale lasciandoli di fatto in una situazione loro malgrado  di ‘occupazione’. Quindi si sono prospettate loro tutte le possibilità per poter lasciare la struttura e i rischi di una permanenza all’interno della stessa" - ha detto Chiovelli. 

"I soli due nuclei famigliari che ancora erano all’interno della struttura erano consapevoli di tutte le possibilità che realisticamente si potevano offrire loro come l’alloggio in una struttura che consentisse la prosecuzione della scuola per i minori e che tutelasse in primis proprio loro e le loro mamme e l’accesso al contributo di indennità alloggiativa che, però, viene azionato solo subordinatamente alla presentazione di un contratto di affitto. I nostri servizi sociali, che mai hanno cessato di seguire le famiglie, - ha tenuto a sottolineare l'assessora - hanno fatto un ulteriore sforzo e prodotto una dichiarazione in cui si descrive la tipologia del contributo: questo su richiesta degli stessi nuclei famigliari per aiutarli nel reperimento di un immobile (da mostrare ad esempio alle agenzie immobiliari o ai proprietari) il cui affitto verrebbe finanziato  dal contributo pubblico”.

Le famiglie seguite dai servizi sociali

Famiglie fragili che, fuori dal Flaminius, continueranno ad essere seguite dai servizi sociali.

"Si è fatto di tutto per evitare che si concretizzasse il rilascio e sono umanamente dispiaciuta perché avrei preferito evitare questo esito, ma posso dire che le famiglie hanno avuto tutte le informazioni utili ed erano consapevoli dei rischi nel permanere nella struttura alberghiera e delle possibilità che venivano offerte loro. Rimane inteso – ha concluso Chiovelli – che queste famiglie non vengono dimenticate, ma continueranno ad essere seguite e sostenute e rimarranno sotto la lente di ingrandimento dei nostri servizi sociali”.
 

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