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Il villaggio degli "invisibili" ai bordi della Flaminia: sotto al cavalcavia una favela di cartone e lamiere

Sotto al cavalcavia di Grottarossa da oltre un decennio vivono decine di disperati tra fango, melma e rifiuti: è il villaggio della disperazione ai lati della consolare di Roma nord

Lungo la Flaminia una decina di casupole costruite con cartoni e lamiere, qualche tenda da campeggio e una grande quantità di suppellettili posati su fango e terriccio umido. 

Sulla Flaminia una favela di cartone e lamiere

E' il villaggio della disperazione che sorge sulla consolare, proprio sotto la rampa che porta verso Grottarossa. 

Decine le persone che lo abitano, tra panni stesi tra un pilone annerito dallo smog e l'altro, e montagne di rifiuti. Intorno braceri e fumi acri a tutte le ore del giorno e della notte. 

Lungo la Flaminia, a due passi dalla Rai e dalla sede del Municipio XV, si vive accampati: al freddo e al gelo. E' così da anni. Nonostante qualche sgombero quell'angolo di miseria e condizioni igienico sanitarie pessime è sempre li. 

Il villaggio della disperazione sotto al cavalcavia di Grottarossa

I suoi occupanti "invisibili" se non fosse per il pericoloso via vai sul ciglio della Flaminia, sempre carichi di fagotti, carrelli e taniche d'acqua. Tutti vedono, ma nessuno sembra fare nulla: l'accampamento è li da tempo, incastonato tra cemento e melma. 

Invocano lo sgombero dal centrodestra. "In quell'area c'è un forte degrado. Occorre ripristinare le normali condizioni di decoro" - ha scritto Marco Otaviani di Fratelli d'Italia in una nota inviata alla Sindaca, al presidente del Municipio XV e alla Polizia Locale. Ai vigili, dopo lo sgombero, chiesto anche un "intervento di vigilanza continuo" per scongiurare il ritorno del fenomeno. 

La Flaminia girone infernale tra baracche e discariche

Difficile. Si perchè la via Flaminia da quel punto di vista è da tempo un vero e proprio "girone infernale": non solo la baraccopoli sotto la rampa di Grottarossa, povertà e disagio si annidano negli angoli più nascosti.

Poco più avanti resiste l'insediamento costruiro sotto il Viadotto Giubileo del 2000, a picco sul rio Cremera; mai sparite nonostante gli interventi baracche e discariche in zona stazione di Labaro così come a La Celsa.

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Non bastano le ruspe per "scacciare" povertà e indigenza. 
 

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