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Da campo rom a baraccopoli abusiva tra roghi e rifiuti: così il River è diventato una bomba sociale

Cresce la tensione sulla Tiberina, manifestano rom e fascisti. La Polizia Locale avvia le operazioni di sgombero. I residenti: "Sia ripristinata legalità"

Sette mesi, tanti ne sono passati dalla cessazione del servizio di gestione del Camping River: il primo campo rom che l'amministrazione Raggi avrebbe dovuto chiudere e superare e che invece si è trasformato in un'immensa baraccopoli abusiva evidenziando tutte le lacune di un Piano che ad oggi si è rivelato fallimentare.

La chiusura fallita del Camping River

Pochissime le famiglie che sono riuscite ad uscire dal campo; per le altre, senza un regolare contratto d'affitto e quindi con gli aiuti del Comune naufragati, un destino ancora tra i moduli abitativi del terreno ai margini di via della Tenuta Piccirilli. Circa 400  le persone ancora accampate in quel lembo desolato della Tiberina: senza regole, senza servizio di vigilanza e dal 30 giugno con il rischio concreto di rimanere senza acqua e fogne. 

Intorno al campo rom una discarica abusiva

Intorno un deposito di veicoli, con il via vai continuo di auto e furgoni, e un terreno divenuto una gigantesca discarica abusiva. Montagne di copertoni, mobili accatastati, passeggini, bombole del gas, lamiere e fusti. Tutto sotto le finestre dei residenti che da mesi ormai, tra roghi tossici, rivolte ed incendi, si dicono esasperati. 

La Polizia Locale al River: sgombero imminente

Di recente il blitz della Polizia Locale che ha sequestrato quindici veicoli perchè sprovvisti di assicurazione e tre aree adibite a discarica abusiva di rifiuti, anche speciali. Controlli dei "caschi bianchi" che sono proseguiti anche ieri, giovedì 26 aprile.

Durante gli accertamenti, con il Comando a disporre un presidio permanente con posto di controllo nell'area di accesso al campo, è stata riscontrata la presenza di circa 40 persone prive di titolo ad occupare gli alloggi. Verifiche necessarie all'avvio delle programmate operazioni di sgombero.

Sulla Tiberina cresce la tensione

Così intorno al River cresce la tensione. Ieri due manifestazioni contrapposte a poca distanza l'una dall'altra: davanti al campo l'Associazione Nazione Rom, sulla Tiberina quella di Casapound. 

“Abbiamo voluto manifestare contro ogni forma di razzismo invocato da Casapound, ma anche contro le operazioni in corso attualmente al campo, per noi illegali. Per questo abbiamo denunciato anche il comandante della Polizia locale Antonio Di Maggio, i sequestri effettuali alle auto la scorsa settimana sono del tutto illegittimi” - sostiene Marcello Zunisi, fondatore dell'associazione che chiede di “fermare lo sgombero del campo e convocare subito un tavolo di concertazione con gli abitanti". 

VIDEO | Camping River, cresce la tensione. Doppia manifestazione: da una parte Casapound dall'altra i rom

Intransigenti i fascisti del Terzo Millennio: "Chiediamo l'espulsione di chi delinque e l'immediata chiusura di un campo che è nato irregolare, avallato da tutti, ed è diventato totalmente abusivo. Consigli, atti, richieste e operazioni ridicole perchè di facciata ci disturbano: siamo qui oggi come ci saremo il 30 giugno per assicurarci che tutto vada come deve andare, ossia che il terreno venga liberato. Crediamo che sia più possibile chiedere ancora sacrifici ai residenti" - ha scandito al megafono Andrea Antonini, vicepresidente di Casapound.

Il Comitato di Quartiere: "Chiediamo legalità e rispetto diritti"

Tiberina che è rimasta a guardare. Il Comitato si è infatti dissociato da entrambe le mobilitazioni ribadendo denunce e richieste degli ultimi mesi.

"Le manifestazioni non hanno fatto altro che sottolineare quanto il Comitato denuncia e chiede ormai da un anno, ascoltando e facendosi portavoce delle richieste inascoltate negli ultimi anni dei residenti della zona: quello del ritorno della legalità e della sicurezza in una terra ormai divenuta di nessuno". 

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"La chiusura di un campo divenuto abusivo e fuori controllo, nella garanzia della sicurezza e dei diritti dei residenti" - quanto chiede la Tiberina che ora guarda al 30 giugno. Due mesi in cui Prima Porta spera di poter mettere la parola fine al Camping River. 
 

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