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"Legittimità bando e compatibilità urbanistica": quanti dubbi intorno al campo rom del XV

L'analisi sulla struttura che dovrà ospitare le 120 famiglie del Caming River di Marco Tolli, esponente del Pd di Roma: "Ecco perchè il campo resterà li, a Tenuta Piccirilli. Consiglio straordinario occasione da non sprecare"

Il Municipio XV, territorio scelto per ospitare un'area attrezzata nella quale dovranno trovare dimora le 120 famiglie rom attualmente accolte nel Camping River di via Tenuta Piccirilli, si appresta all'appuntamento con il consiglio straordinario del parlamentino di via Flaminia 872 per il quale è stata chiesta anche la presenza dell'assessora al Sociale di Roma Capitale, Laura Baldassarre. 

Ma intorno al campo rom di Roma Nord tanti sono i dubbi. A cominciare da quello relativo alla struttura che dovrà accogliere i 450 rom e che non è detto che sarà per forza di cose "nuova". 

Nei criteri indicati nel bando si parla infatti di un’area attrezzata ubicata nelle vicinanze di scuole, centri abitati servizi socio-sanitari, commerciali, facilmente raggiungibile con l'uso di mezzi pubblici o con mezzi di trasporto privati, "comunque - sottolinea l'avviso - in modo tale da permettere, per la comunità attualmente ospite presso il Camping River, la continuità di partecipazione alla vita sociale del territorio, l'accesso ai servizi territoriali e facilitare le visite agli ospiti delle strutture". Tanto basta per capire che la struttura ricercata non potrà essere troppo lontana da quella di via Tenuta Piccirilli e che probabilmente potrebbe essere proprio lo stesso Camping River a rispondere perfettamente ai requisiti indicati. Altro che chiusura. 

"Il bando, emanato dal Commissario Tronca, è predisposto per reperire una struttura identica al River. Probabilmente è stata l’unica realtà ad aver partecipato alla selezione pubblica e se così fosse saremmo semplicemente in presenza di una “normalizzazione”, che punta solamente al superamento delle procedure di affidamento diretto fin qui utilizzate" - ha fatto notare l'esponente del Pd di Roma ed ex consigliere in quello che fu il Municipio XX, Marco Tolli che, a pochi giorni dal consiglio straordinario del Quindicesimo, ha deciso di lanciare un appello alle forze politiche che prenderanno parte alla discussione in rappresentanza dell'intero territorio. 

"La cosa più importante è non sprecare questa occasione. Quello di cui non abbiamo bisogno è di un dibattito sul passato o su un futuro improbabile che, in ogni caso, non mi pare sia prossimo. Il River è lì da più di 10 anni: si valuti con serenità e con elementi scientifici se i costi sostenuti dall'amministrazione e le ricadute sociali sul territorio sono ancora sostenibili rispetto ai risultati raggiunti" - ha scritto il Democratico chiedendo all'assessore competente o al presidente di relazionare e mettere il consiglio nelle condizioni di valutare, libero da pregiudizi. 

Tre i punti, secondo l'ex consigliere del Ventesimo, da affrontare.

LEGITTIMITA' DEL BANDO - Il primo riguarda la legittimità del bando. "In molti è radicata la convinzione che sia stato predisposto su misura per favorire un certo tipo di strutture (camping) e quindi dare un vantaggio al River. Il Municipio ci liberi dal dubbio e chieda un parere formale alla Corte dei Conti e all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato".

COMPATIBILITA' URBANISTICA - Il secondo riguarda la compatibilità urbanistica e ambientale delle aree che devono essere selezionate. "Il River - ricorda Tolli - è inserito in un contesto di edilizia ex abusiva, privo di piano attuativo anche a causa degli evidenti problemi di sicurezza. Siamo in un punto di espansione delle piene del Tevere, in un tratto non arginato e antecedente alla traversa di Castel Giubileo. Forse la commissione di valutazione dovrebbe escludere le proposte relative ad aree nelle quali è possibile perdere vite umane. Il nostro Municipio non può sostenere che è più grave un tavolino sulla piazza di Ponte Milvio, rispetto alla presenza di una struttura di 400 persone sul Tevere. Si garantisca lo stesso vigore messo in campo a Ponte Milvio". 

DECISIONE POLITICA - Il terzo è legato al valore decisione politica. "Su questo punto si misura l'autorevolezza della giunta e di tutta la rappresentanza del territorio. Il bando, per come è costruito, delimita un perimetro territoriale individuato nel quadrante nord della città. Allo stesso tempo poteva escludere altre zone, per ragioni sociali o territoriali". 

La richiesta è quella di dire con chiarezza che i cittadini di Prima Porta si sono fatti carico per 10 anni di un problema cittadino senza avere compensazioni da parte dell'amministrazione. "Per il River - sottolinea l'esponente del Pd - serve un piano di chiusura programmata, si garantisca un impegno in questa direzione".

Poi la riflessione sull'atteggiamento che il minisindaco Simonelli potrà tenere in occasione del consiglio straordinario, con il M5s del Municipio XV in questi giorni trincerato dietro silenzi e "no comment" sulla questione. "Il Presidente Simonelli può scegliere se subire la convocazione del Consiglio e giocare di rimessa, oppure fare quello che si aspettano i cittadini che in larga parte lo hanno votato: farsi protagonista di una battaglia giusta per il territorio. In quest'ultimo caso - suggerisce Tolli - dovrebbe pretendere la presenza in consiglio di Laura Baldassare e invitare il Prefetto di Roma".

E mentre nelle stanze della politica tutti pensano alle strategie da adottare per affrontare questa tematica così delicata per il territorio ma anche per le famiglie rom la cui permanenza al River è messa in discussione, a Roma Nord cresce il fronte del 'No' al nuovo campo: "Questo territorio ha già dato tanto" - dicono molti di quelli che hanno aderito alla mobilitazione e che sicuramente rappresenteranno le loro argomentazioni in sede di Consiglio straordinario. 
 

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