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"Nessuna alternativa" al campo rom di Roma Nord: sicurezza e osservatorio indorano la pillola

Tanti i dubbi sulla nuova, o prorogata, baraccopoli istituzionale del Municipio XV: chiesta all'Anac verifica conformità bando a codice appalti. Il parlamentino di via Flaminia dice sì a sorveglianza, censimento e strategie inclusione

Doveva essere il giorno delle proteste veementi e delle rimostranze di un territorio che nelle ultime settimane si è unito da Cesano alla Tiberina passando per Cassia e Prima Porta per dire 'No' al nuovo campo rom di Roma Nord, invece in via Flaminia 872, presidiata da un inusuale dispiegamento di forze dell'ordine, è andato in scena un confronto sereno che ha lasciato spazio al dialogo e alle argomentazioni di tutti. 

Oltre ottomila le firme raccolte da 'Roma Nord Unita' per dire No al nuovo campo rom che dovrebbe sorgere, o restare, in Municipio XV. Un'area attrezzata che il Campidoglio, in esecuzione di una delibera dell'era Tronca, sta cercando per ospitare le 120 famiglie rom attualmente residenti nel Camping River di via Tenuta Piccirilli, struttura il cui ultimo affidamento disposto scadrà il prossimo 30 giugno. 

8MILA FIRME IN 9 GIORNI - "Questa petizione spontanea dice che più di ottomila persone, oltre i quartieri e l'appartenenza politica, si sono unite per dire che questo bando va rispedito al mittente: una richiesta che va rispettata, la gente è uscita dall'ombra per dire la propria. Lo diciamo oggi in Consiglio ma siamo pronti a ripetervelo anche in Campidoglio" - ha detto Andrea Bova del gruppo 'Fermiamo il campo rom Roma Nord Unita'. Una grande partecipazione del territorio alla tematica con le oltre ottomila sottoscrizioni raggiunte in appena nove giorni di banchetti e raccolta firme nelle attività commerciali delle varie zone del Quindicesimo. 

PROROGA CAMUFFATA DEL CAMPING RIVER - E tra i quartieri maggiormente preoccupati dal bando, confermato dopo una prima sospensione in autotutela, quelli dell'asse Tiberina e di via Tenuta Piccirilli. Il sospetto infatti è che quel bando, così strutturato, nasconda la volontà di "normalizzare" proprio il Camping River superando le procedure di affidamento diretto sin qui adottate.

"Una proroga camuffata per prorogare il Camping River" - non ha usato mezzi termini l'Associazione 21Luglio portando la questione all'attenzione dell'Authority Anticorruzione ed evidenziando come la gara d’appalto sembri essere stata redatta in funzione dell’unico concorrente, da anni affidatario del servizio di gestione nel villaggio River, "unico soggetto, questo, avente i requisiti strutturali, la capacità economica e finanziaria e le competenze tecnico-professionali espressamente richieste dal bando di gara". 

VERIFICHE ANAC SU CODICE APPALTI - Ad insospettire - oltre alla 21 Luglio anche il Pd del Quindicesimo, che ha richiesto un parere all'Anac sulla conformità del bando al codice degli appalti - le somiglianze tra i requisiti strutturali, le prestazioni e i servizi richiesti e forniti fin'ora nella struttura di via della Tenuta Piccirilli, e quelli previsti dal recente bando. 

TENUTA PICCIRILLI SENZA ACQUA, GAS E FOGNE - Così la traversa della Tiberina, che dopo oltre un decennio pregustava la chiusura del River, è tornata a tremare. Troppo difficile per un chilometro di strada e 150 abitanti circa continuare a convivere con un campo rom da oltre 400 residenti all'estremità: una zavorra troppo pesante per un lembo di periferia nel 2017 ancora senza acqua corrente, fogne e gas.

"Auto che sfrecciano sul rettilineo, furti, dispetti, furgoni perennemente in sosta fuori dal campo e traffico di merce di dubbia provenienza proprio sotto le nostre finestre. In via Tenuta Piccirilli abitano circa 150 persone, il campo ne contiene anche 500: quando voi parlate di integrazione noi invece ci sentiamo ghettizzati perchè a numeri proprio non sembra possibile" - hanno detto dal Comitato ricordando pure gli anni di abbandono. "Questo territorio ha dato tanto senza ricevere nulla, attendiamo ancora il completamento della rete fognaria e della rete idrica. Sono assenti il gas e i servizi basilari. Non mancano invece discariche, degrado e prostituzione" - hanno aggiunto. Tra le richieste avanzate: la chiusura progressiva e in tempi certi del River, un osservatorio che possa monitorare la situazione e gli sviluppi, oltre a un tavolo interdipartimentale per il completamento dei servizi e delle opere pubbliche attese. 

L'ASSESSORA BALDASSARRE - Istanze in parte recepite dal parlamentino di via Flaminia 872 nel quale ha presenziato per oltre tre ore anche l'assessora al Sociale di Roma Capitale, Laura Baldassarre. "In questo momento non abbiamo alternativa per i 117 nuclei familiari del River che senza una struttura ritroveremmo in situazioni ben peggiori, ossia nei campi abusivi. L'obiettivo di tutta la squadra a governo della città - ha detto l'assessora - è quello di superare e smantellare progressivamente i campi accompagnando le famiglie verso percorsi di legalità e integrazione. Una sfida che non sarà semplice: sono serviti vent'anni per creare questo disastro" - ha aggiunto l'esponente della Giunta Raggi confermando come il piano del Campidoglio partirà da La Barbuta e La Monachina. Pochi, per non dire nulli, i dettagli e le risposte fornite nello specifico sul futuro del River o di quell'ipotetico nuovo campo che sorgerà in XV, in un'area che probabilmente, per un discorso di continuità sociale e scolastica da garantire alle famiglie del Camping di Tenuta Piccirilli non sarà troppo lontana da Prima Porta. 

TIBERINA AREA A RISCHIO - "Ma quell'area non va bene. La zona che ospita il Camping River è stata identificata come cassa di espansione delle piene del Tevere e li vi è stato apposto il vincolo inedificabilità e tutela integrale" - ha tenuto a sottolineare la consigliera del Pd Chirizzi, con tale aspetto, presente nel documento presentato dai Democratici, ad essere recepito nel testo approvato all'unanimità da tutta l'Aula. 

VERIFICHE SU BANDO - Un ordine del giorno nato dalla fusione degli atti presentati da Pd e M5s, sottoscritto anche da FdI e Forza Italia, e che sottolinea pure le "fondate perplessità sulla predisposizione dei documenti di gara i cui contenuti necessitano opportuni approfondimenti da parte degli organi competenti, considerando anche il fatto che è pervenuta una sola offerta". Verifiche che dovranno dire se quel bando sia legittimo o meno aprendo, qualora ricorrano i presupposti di legge, uno spiraglio per il ritiro dello stesso. 

SICUREZZA E CONTROLLI - Tra gli impegni comandati dal Consiglio del Municipio XV al Presidente quello di attivarsi presso il Gabinetto del Sindaco e la Giunta Capitolina affinchè venga attuato un intervento efficiente, efficace e costante volto a garantire la massima sicurezza per gli abitanti della zona limitrofa al campo. L'avvio, nel più breve tempo possibile, delle strategie previste per l'inclusione delle popolazioni rom, sinti e caminanti e l'istituzione dell'osservatorio municipale che preveda anche la presenza dei comitati di quartiere interessati dal campo rom del Quindicesimo. Infine il sollecito verso Anac sul parere di conformità del bando al codice degli appalti. 

DOCUMENTO DI SINTESI - Un documento di sintesi che ha ricevuto il plauso dei numerosi cittadini intervenuti con il Comitato della Tiberina soddisfatto per aver ottenuto l'impegno a istituire l'Osservatorio richiesto e l'impulso ai controlli da parte delle forze dell'ordine "di cui il quartiere - hanno detto - ha un gran bisogno". 

"La procedura è ancora in corso pertanto abbiamo dato risalto alle problematiche dell'attuale campo e inserito nel dispositivo delle direttive utili ovunque sorga l'area attrezzata da reperire" - ha sottolineato il minisindaco Simonelli.

CHIUSURA PROGRESSIVA CAMPO - Dunque il campo rom a Roma Nord si farà, se nuovo o prorogato questo lo si apprenderà solo nelle prossime settimane. Nei mesi a venire invece l'Osservatorio dovrà assumere un ruolo fondamentale sulla road map da seguire verso la progressiva chiusura della baraccopoli istituzionale che verrà perchè, alla scadenza dell'ennesimo bando che apre campi rom con l'intento di superare i campi, non si ritorni alla casella del via. 

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