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Rom, il nuovo campo "resterà a Prima Porta". In XV idea consiglio straordinario

Confermato il bando per il reperimento dell'area attrezzata che dovrà ospitare le 120 famiglie del River. Chirizzi: "Chiudere struttura di Tenuta Piccirilli, si tutelino residenti che hanno già dato"

La questione relativa al nuovo campo rom di Roma Nord, l'area attrezzata che dovrà ospitare le 120 famiglie del River infiamma il dibattito politico. La conferma del bando di gara, nel dicembre scorso sospeso dal Campidoglio in autotutela, ha riacceso gli animi su una questione che per mesi - tra interrogazioni eluse e mancanza di aggiornamenti - sembrava quasi caduta nel dimenticatoio. 

SU NUOVO CAMPO POCA TRASPARENZA - "Già a Luglio 2016 attraverso una interrogazione al Presidente del XV municipio, manifestai molte perplessità sull'idea di reperire sul nostro territorio un'are attrezzata, sopratutto perchè l'iniziativa avveniva senza aver fatto chiarezza sul futuro del RIVER. Ma non solo. Quando il consiglio municipale ha provato a chiedere notizie al Sindaco sugli esiti del bando e lo stato del procedimento,  i professionisti della trasparenza che compongono la maggioranza pentastellata hanno negato, votando contro, all'organo che rappresenta tutti i cittadini del nostro municipio  il diritto di acquisire  informazioni sul un tema così importante" - ha detto la consigliera del Pd, Gina Chirizzi, rinfacciando ai 5s di aver promesso in campagna elettorale la chiusura dei campi rom e di aver invece poi portato avanti un bando per tirarne su un altro. 

FAMIGLIE RIMARRANNO A PRIMA PORTA - Non per forza di cose però uno nuovo. "I grillini si assumano le proprie responsabilità, perché - sospetta Chirizzi - stanno coprendo un bando fatto su misura per dire che queste famiglie, vittime di politiche sbagliate, potranno stare solo e soltanto a Prima Porta, lungo la riva non arginata del Tevere, crescere i propri figli in un territorio privo di urbanizzazioni e servizi e rischiare la vita ad ogni piena". 

E secondo i rumors a nord di Roma le 120 famiglie potrebbero rimanere sempre al River, struttura che risponderebbe perfettamente a quei requisiti richiesti nel bando relativi alla garanzia della continuità della vita sociale e scolastica delle persone da anni ospiti in via della Tenuta Piccirilli. Oppure, un'altra delle opzioni che soddisferebbe tali caratteristiche, è quella di utilizzare, qualora la proprietà si renda disponibile, il vicino Camping Tiber: ad appena 2km dal River e già hub per migranti.  

"Ribadisco ancora una volta la necessità di portare il River ad una chiusura progressiva, favorendo politiche di vera inclusione e di uscita dal campo. Se per raggiungere questo obiettivo - ha concluso Chirizzi - sono necessarie piccole aree attrezzate, si reperiscano esentando i quartiere che si sono già fatti carico del problema". Dunque lontano da Prima Porta. 

UN NUOVO CAMPO PER SUPERARE I CAMPI - Eppure la strada verso la fuoriuscita dal campo delle famiglie disposte a fare questo passo, nel bando eredità dell'era Tronca, ma per nulla modificato dal M5s, non sembra essere proprio tra quelle battute: di 1milione e 200 mila euro solo il 4% è destinato all'inclusione. Di tempistiche sull'esistenza della nuova struttura e di permanenza massima nella stessa nessuna traccia. Davvero difficile chiudere i campi rom aprendone dei nuovi o regolarizzando del tutto quelli già esistenti. 

CONSIGLIO STRAORDINARIO - Intanto della questione probabilmente si discuterà ancora nel Consiglio del Municipio XV che già nel luglio scorso aveva chiesto alla Sindaca di revocare il bando. Il Gruppo Pd ha infatti chiesto una seduta straordinaria del parlamentino di via Flaminia 872 alla presenza dell'assessora al Sociale di Roma Capitale, Laura Baldassarre. 

"Il Municipio XV ha bisogno di chiarezza su quanto deciso da Roma Capitale con specifica Determina, relativamente a Camping River. Una decisione, quella comunale, che non solo contraddice il tanto sbandierato piano di superamento dei campi, ma che è anche in aperto contrasto rispetto a quanto votato dalla maggioranza a 5 Stelle che guida il Municipio. Nessun cittadino merita questa confusione, ma anzi merita chiarezza e assunzione di palesi responsabilità" - hanno scritto i Democratici chiedendo alle opposizioni di unirsi nella richiesta del Consiglio straordinario.  

NULLA PER FUORIUSCITA CAMPO - "Un investimento di oltre 1 milione di euro che non contempla peraltro alcuna azione per la fuoriuscita delle famiglie Rom dai campi, né l’applicazione della Strategia Europea presentata dal Governo italiano nel 2012 e sottoscritta dalla Città di Roma nel 2014. Questa decisione merita una spiegazione pubblica. Il M5S - hanno concluso dal Pd - chiarisca la sua posizione e la smetta con questa politica pressapochista, secondo cui sul blog si dicono delle cose e nella realtà se ne fanno altre".

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