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Cimitero Flaminio tra disagi e incuria: "Fontane senza acqua ed edifici allagati"

La denuncia del Comitato: "Pericoli e disservizi contro i quali nessuno muove un dito"

La neve, la chiusura in via precauzionale e una riapertura che porta con se disagi storici e nuove difficoltà strettamente legate alle intemperie delle ultime settimane. 

Condizioni disastrose per il Cimitero Flaminio, quello di Prima Porta: 140 ettari di estensione, 37 chilometri di strade interne e una serie infinita di problemi. 

Rubinetti a secco al cimitero di Prima Porta

Viali tanto impercorribili da costringere le linee bus a cambiare percorso, servizi igienici fatiscenti, edifici tra buio, ruggine e intonaco che cade a pezzi. 

A tutto ciò si aggiunge la mancanza d'acqua con i rubinetti della zona nord a secco da agosto 2016, flusso idrico sospeso addirittura anche durante il periodo di novembre: così al Cimitero di Prima Porta chi ha voluto commemorare i propri defunti ha dovuto districarsi tra bottiglie di plastica e taniche e cassoni temporanei. 

Niente acqua per i fiori dei defunti: al Cimitero Flaminio commemorazione a secco

Edifici allagati Cimitero Flaminio 

Dall'aridità all'abbondanza. Mentre infatti una parte del Flaminio guarda mesta fontane a secco e tubi asciutti, l'altra soccombe agli allagamenti. Lo sanno bene i frequentatori dell'edificio L3 dove il lastricato risulta completamente allagato: pavimento scivoloso e rischio capitomboli, soprattutto per i più anziani. 

La denuncia del Comitato Cimiteri Capitolini

"Come Comitato abbiamo il dovere di ribadire quanto denunciato da 20 mesi. Il degrado attanaglia i cimiteri di Roma e nessuno si prende il disturbo di ascoltare le istanze dei cittadini che ogni giorno affrontano disagi indicibili per deporre un fiore. Ironia? No, incuria, che fa sì che da una parte l'acqua manchi da agosto 2016 nelle fontane della zona nord, ma dall'altra determina allagamenti degli edifici con gravi disagi e pericoli per chi si reca in visita in questi luoghi" - denuncia Valeria Campana, portavoce del Comitato Cimiteri Flaminio Prima Porta Verano e Laurentino . 

Mancata manutenzione e comunicazione inesistente: è su questi due punti che il Comitato punta il dito contro Ama e Campidoglio.

"Dopo la neve tutti sapevano benissimo che alberature e strutture sarebbero uscite deteriorate e fragili, questo perchè la manutenzione, nonostante promesse e annunci, non viene fatta da tempo. La chiusura prolungata del Flaminio poi - incalza Campana ai microfoni di RomaToday - ha rappresentato un ingente danno economico per i fiorai che, senza alcun tipo di informazione sulla riapertura, hanno registrato molte perdite".

"Basta con i proclami e le prese in giro: ad ora - conclude il Comitato - non abbiamo visto muovere un dito da AMA, Sindaco, Assessore Ambiente. Noi tuttavia continuiamo a denunciare con forza questa situazione ignobile: disagi, incuria e disservizi a fronte addirittura - conclude la portavoce del Comitato - dell'aumento delle tariffe cimiteriali"".

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