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Cimitero di Prima Porta, eterno degrado: "Serve escursione per trovare le tombe"

Quadri cimiteriali nell'incuria totale, parenti alla ricerca delle lapidi tra rovi ed erbacce. Nulla cambia dopo denunce e segnalazioni: "Questione liquidata con troppa superficialità"

Circa 140 ettari di estensione con ben 37 km di strade interne percorribili da mezzi privati e linee Atac, tre ettari dedicati al Giardino dei Ricordi, la collina alberata in cui disperdere le ceneri dei propri cari: consacrato nel 1941, il Cimitero Flaminio, oltre ad essere il più grande d'Italia, è considerato anche un "capolavoro di architettura cimiteriale contemporanea".

Qui, nel rispetto dei singoli culti, sono presenti reparti dedicati alle diverse confessioni religiose - cattolica, evangelica, ebraica e islamica - con le rispettive chiese e templi.

Ma ad accomunare tutti i cari che li riposano e soprattutto coloro che si recano al camposanto di Prima Porta per portar loro un fiore è l'estremo degrado che bisogna attraversare per giungere alla meta. 

Interi quadri cimiteriali più somiglianti a foreste: erbacce e rovi che coprono le lapidi tanto da rendere difficile la ricerca di quella di un figlio al proprio padre, verde incolto che ferisce mani e gambe di chi - impavido e con buona ragione - è volenteroso di raggiungere la tomba del proprio caro scomparso.

Condizioni più volte denunciate da cittadini e operatori alle quali si aggiungono un senso di insicurezza diffuso e l'odioso saccheggio delle tombe dalle quali vengono asportati vasi, croci e oggetti vari che fanno gola ai predoni di metalli.

L'ultima denuncia sullo stato di Prima Porta arriva dalla Lista Marchini: "Credo siano passati decenni da quando siano state portate nuove piante e da quando sia stato effettuato l'ultimo servizio di giardinaggio. Infatti per trovare le tombe bisogna fare un escursione di trekking con tanto di lucertole e animali vari che sbucano dalle sterpaglie" - scrive Martina Catenelli, viceresponsabile Centro studi Servizi Socio-Sanitari, Legalità e Sicurezza, corredando il suo pensiero con un esplicativo reportage fotografico.

"In tutto questo tempo la situazione non è affatto cambiata" - commenta pure Giuliano Pandolfi, consigliere del Municipio XV della lista 'Territorio e Gente', che lo scorso 2 luglio aveva chiesto alle Commissioni Lavori Pubblici-Manutenzione Urbana e Ambiente di effettuare dei sopralluoghi urgenti nei tre cimiteri del Roma Nord ossia Cesano, Isola Farnese, Flaminio-Prima Porta "considerato lo stato di abbandono e l'assenza della manutenzione del verde".

Nulla di fatto però:  "Ancora attendo - ha detto l'esponente dell'opposizione di via Flaminia 872 - risposte dei Presidenti della due commissioni che con molta superficialità hanno liquidato la mia richiesta". 

Insomma, dopo mesi di denunce e segnalazioni, le condizioni del Cimitero Flaminio non sembrano affatto migliorare: il camposanto più grande d'Italia, "capolavoro di architettura cimiteriale contemporanea" a detta del sito ufficiale, stenta davvero a trovare pace. Altro che eterno riposo. 
 

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