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Via Sabin, la strada pronta ma chiusa che porta Labaro sul Raccordo: "Va aperta"

Nel parlamentino del Municipio XV il voto, Chirizzi: "A due anni dalla petizione dei residenti si restituisca strada al quartiere"

Via Sabin va aperta. E' questo l'indirizzo che il parlamentino di via Flaminia ha dato alla Giunta del Municipio XV chiedendo di mettere in campo tutti gli strumenti necessari affinchè il tratto di via Sabin, tra via Salk e via Monti della Valchetta, venga aperto al pubblico transito. 

Via Sabin la strada che porta Labaro sul GRA chiusa

Una strada che per Labaro, quartiere periferico del Quindicesimo, rappresenterebbe uno sfogo nevralgico sul Raccordo: un collegamento diretto tra la borgata e la direzione Aurelia del GRA. 

Una via pronta da anni, con tanto di illuminazione e asfalto liscio, ma mai resa fruibile alla cittadinanza: nel mezzo ostacoli burocratici e inerzia, oltre a un grosso cancello di ferro innalzato da un privato. 

Una questione per anni "dormiente", almeno fino a qualche mese fa quando il quartiere, con tanto di raccolta firme, ha iniziato a reclamare l'arteria per liberarsi di parte del traffico all'interno delle sue viuzze. 

"L'unica strada di Roma senza buche è chiusa": a sbarrarla da anni un cancello abusivo

Labaro, via Sabin "va aperta"

Ieri il voto del parlamentino di Roma Nord: "Il lavoro d'aula ha prodotto un testo articolato e che da risposte precise alle istanze presentate dai cittadini di Labaro e raccolte attorno ad una petizione nata sulla piattaforma change.org, consegnata al Presidente del Municipio alla fine del 2017. Da allora i cittadini hanno fatto un lavoro continuo di stimolo nei confronti dell'amministrazione, monitorando ogni passaggio, suggerendo l'iter da seguire, denunciando inerzie o cali di tensione. Con merito e passione" - ha scritto in una nota la consigliera del Pd, Gina Chirizzi. 

Le azioni per l'apertura di via Sabin

Nella seduta di via Flaminia definite le ultime azioni da compiere "dal frazionamento delle particelle catastali che costituiscono la sede stradale all'iscrizione della strada a patrimonio comunale con la conseguente presa in carico e inserimento nei programmi di manutenzione, fino all'emanazione delle determine di traffico per disciplinare la futura viabilità". 

"Ora si faccia presto perchè - ha concluso Chirizzi - sono passati due anni dall'istanza al Presidente del Municipio e, credo, sono sufficienti per comprendere il problema e definire un cronoprogramma". 
 

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