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Prima Porta, psicosi dopo l’alluvione: tra nomadi salvati prima, acqua ‘avvelenata’ e sciacalli

Nel quartiere del Municipio XV colpito dagli allagamenti sono tanti i timori: alla lotta contro il fango e l'acqua si somma la paura per gli 'sciacalli' e l'impurità dell'acqua

Giorni di tensione a Prima Porta che ancora lotta tra fango e acqua: se su via della Giustiniana, rifiuti a parte, tutto sembrerebbe essere tornato alla normalità dopo gli allagamenti del fine settimana scorso, basta inoltrarsi in una delle tante stradine interne al quartiere per rendersi conto che la situazione è ben diversa.


A Prima Porta, quartiere a nord di Roma nel XV Municipio, l’emergenza non è affatto finita: nei cortili, nelle cantine, nelle attività commerciali e nelle case si continua a lavorare armati di guanti, calosce, pale e secchi per liberare dal fango gli ambienti e quel poco, pochissimo, che rimane.

Alla disperazione di chi ha perso tutto o quasi si somma la rabbia di quanti pensano che tutto questo poteva essere evitato, non mancano poi allarmismi e lecite preoccupazioni.

NOMADI ‘SISTEMATI’ PRIMA - Questa notte i giovani di Fratelli d’Italia hanno effettuato un blitz all’Hotel Flaminius nel quale sono ospitati gli sfollati di Prima Porta che in questi giorni hanno condiviso la struttura con alcune famiglie nomadi provenienti dal Casilino 900. Sul caso è stata grande l’indignazione di parte del quartiere e dell’opinione pubblica quando sono cominciate a girare voci sul fatto che i rom fossero stati aiutati e sistemati in albergo prima degli abitanti di Prima Porta: rumors falsi e prontamente smentiti dal Municipio che ha precisato come i nuclei familiari rom fossero stati sistemati li precedentemente al disastro che ha colpito il quartiere di Roma Nord.

Ieri in seguito alla mobilitazione di Fratelli d’Italia - giunti davanti alla struttura alberghiera con uno striscione contro Marino, dei fumogeni e alcuni petardi esplosi in strada – gli ex ospiti del Casilino 900, il cui trasferimento era  comunque previsto questa mattina, sono stati trasportati in altra sede a bordo di un pullman. Una vicenda che per adesso è chiusa ma che ad emergenza rientrata non mancherà di sollevare qualche considerazione di natura politica già anticipata da FdI che ha accusato la Giunta di via Flaminia 872 di aver “subìto passivamente le scelte di Marino, lasciando all’oscuro la cittadinanza” o peggio di non essere a conoscenza dell’installazione dei rom all’Hotel Flaminius: possibilità  definite entrambe “mortificanti”.

ACQUA INUTILIZZABILE? – Ieri alcune mamme degli alunni della scuola elementare di via Concesio, struttura che sorge nel bel mezzo del quartiere e che lunedì è rimasta chiusa, hanno deciso di prendere i propri figli in anticipo e riportarli a casa. Alla base di tale scelta la paura che l’acqua non fosse utilizzabile: “Vogliamo essere sicure che sia tutto apposto” – diceva un capannello di signore davanti ai cancelli dell’edificio scolastico dove in tarda mattinata è arrivato anche il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati, per sincerarsi della situazione. Dopo aver visionato l’acqua, risultata limpida e inodore, il minisindaco ha deciso di chiamare comunque la Asl per placare le legittime preoccupazioni delle mamme.

ALLERTA ‘SCIACALLI’ – Come spesso accade non manca poi chi vuole approfittare di tali eventi catastrofici per trarne profitto: la paura di Prima Porta adesso riguarda anche gli ‘sciacalli’.
Nel quartiere infatti gran parte delle cantine e dei seminterrati, nei quali di giorno si lavora incessantemente, sono aperti: sul bordo delle strade sono accumulati mobili e utensili da lavare o messi sotto ai balconi affinchè si asciughino. “Abbiamo visto un furgoncino bianco sospetto che si aggirava per le vie, dentro alcuni ragazzi sembravano indicare portocini e serrande” – ci raccontano alcune signore in via Carenno, una delle strade più straziate dall’alluvione, dicendosi seriamente angosciate dall’idea di poter subire anche qualche furto.

Prima Porta è dunque ancora un quartiere ferito dove alla paura per quanto successo si sommano i timori per quanto ancora potrà accadere: nel quartiere di Roma Nord, nonostante l’impegno di tutti e la grande solidarietà di volontari e vicini, a regnare è ancora il senso di insicurezza.

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