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Marino a Prima Porta tra fango, disperazione e polemiche: “Abusivo sarai te”

Il Sindaco in sopralluogo nelle zone colpite dagli allagamenti: esasperazione e contestazione fuori dalla Chiesa. Il Campidoglio: "Massimo impegno per ripristinare normalità"

La pioggia non dà tregua alla Capitale. A Prima Porta, uno dei quartieri maggiormente colpiti dal nubifragio dei giorni scorsi, non è ancora il tempo della conta dei danni: i cittadini sono alle prese con il fango che ha invaso garage, cantine e soprattutto le abitazioni dei pian terreni nelle quali i segni dell’allagamento sono ben impressi sui muri e nella mente di chi adesso è costretto a convivere con fanghiglia e detriti.


Circa trenta le persone che hanno dovuto abbandonare la propria casa e che ieri sono state trasferite all’Hotel Flaminius, struttura al confine con Labaro e nella quale hanno potuto trovare una sistemazione più confortevole rispetto al centro di accoglienza, seppur funzionale e ben attrezzato, allestito nella Chiesa di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.


Ed è proprio nella parrocchia di via della Giustiniana, dove nei giorni scorsi era anche arrivata la telefonata di solidarietà da parte di Papa Francesco, che ieri il Sindaco Marino si è voluto recare per accertare le condizioni delle persone sfollate e portare la vicinanza del Campidoglio.


Ma Prima Porta è ancora un quartiere ferito: rifiuti sul ciglio della strada, vie piene di fango, negozi chiusi per i troppi danni e case non più abitabili.


Cittadini disperati ed esasperati che non hanno gradito le parole pronunciate dal Primo Cittadino in occasione del sopralluogo di venerdì, nel pieno dell’emergenza: “Quello che è accaduto a Roma può succedere ovunque, anche a Sidney o Manhattan se c'è edilizia spontanea a cui segue una cementificazione dei canali delle acque. Questo determina dissesto idrogeologico, non ci vuole un grande scienziato" – così il Sindaco a margine della sua visita.


Esternazioni che ieri Marino ha pagato con applausi ironici e battute da parte degli abitanti e dei volontari che lo hanno aspettato nel piazzale della Chiesa: “Ci fa male sentirci chiamare abusivi quando non lo siamo. Non ci siamo allagati per colpa della marana ma perché le fogne e i tombini non hanno raccolto l’acqua. Una situazione che andava gestita prima con la prevenzione e invece ci vengono a dire che siamo noi i fuori legge” – spiega una giovane.


Terminata la contestazione dovuta alla difficoltà del momento, alcuni cittadini hanno voluto salutare il Sindaco che ha promesso il massimo impegno per ripristinare la normalità nei quartieri di Roma Nord duramente colpiti dalle piogge di questi giorni.


Ma il clima più teso è a via Frassineto, strada rimasta chiusa per due giorni e a metà senza corrente elettrica: la piccola folla, saputo del potenziale arrivo del Sindaco, si è radunata in strada.

Li, nel pieno della borgata ormai divenuta quartiere, le parole sull’edilizia “spontanea e disordinata” sono state prese come un vero e proprio affronto.


“Se siamo abusivi, invece di farci pagare il condono, perché non ci hanno mandati via negli anni ’70?” – domanda un anziano signore spiegando come le fogne di via Frassineto e della vicina via Dalmine siano le stesse di cinquant’anni fa nonostante la popolazione di Prima Porta sia aumentata in modo esponenziale.


“Magari fossi abusiva così non dovrei pagare la tasse per avere la casa allagata ogni volta che piove!” – tuona un’altra signora alle prese con secchi e calosce da venerdì.


Oggi alle 15 in Campidoglio è prevista una Giunta straordinaria per decidere gli interventi da effettuare e i soldi da stanziare. In quel di Prima Porta sperano che oltre alle soluzioni ‘tampone’, necessarie affinchè le famiglie tornino a casa e il quartiere rinasca, il Comune pensi presto anche a come risolvere l’annosa problematica legata alla raccolta delle acque piovane e alle fognature della zona.

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