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TMB Salario: l'incubo dei miasmi arriva a Labaro e Saxa Rubra

Nei giorni scorsi il fetore proveniente dall'impianto Ama di via Salaria 981 ha invaso anche una parte di Roma Nord: il 19 maggio Montanari ancora in sopralluogo e Comitati in piazza

Ancora giorni di nasi turati e finestre serrate per Villa Spada e Fidene dove i miasmi del TMB Salario, uno degli impianti di Ama che tratta l'indifferenziata della Capitale, arrivano forti e nauseabondi.

Disagi che condizionano la vita di quell'intero quadrante, rendendola un inferno, denunciati sin dal 2011 dai vari Comitati di Quartiere più volte uniti in una battaglia che non è solo dell'asse Salaria. 

Oltre alla sincera solidarietà per una qualità della vita minata da cattivi odori e fetore continuo in quelle zone davanti alle quali è sorto il TMB, il problema dei miasmi appartiene a tanti quartieri dell'area nord della città: in base a dove tira il vento infatti le finestre si chiudono e i residenti sono costretti a subire il fetore tra nausee, occhi rossi e fastidi vari alle vie respiratorie.

E in questi giorni in cui il sito Ama al 981 di via Salaria è pieno e praticamente al collasso, nonostante i buoni propositi di svuotamento progressivo, la situazione è tragica. Venerdì sera, con il vento a soffiare verso quella parte, il cattivo odore ha invaso anche Labaro e Saxa Rubra: intorno alle 22 nella parte bassa del quartiere del Municipio XV l'aria era irrespirabile.

Una situazione chi si è protratta sino a notte fonda con i miasmi ben percepibili intorno alle 2 pure in zona Colli d'Oro, la parte più alta di Labaro. Una novità, non proprio gradita, per quei territori di Roma Nord con gli abitanti tanto perplessi quanto infastiditi. Nel week end fortunatamente per loro è andata meglio. 

Non possono però dire altrettanto i residenti di Fidene e Villa Spada: "Sembra di vivere in un cassonetto" - si sfogano sui social. Intanto il giorno in cui il TMB Salario dovrebbe tornare alla normale funzionalità, con le vasche vuote e i compattatori a poter sversare i rifiuti raccolti senza code, si avvicina: il 19 maggio l'assessora Montanari, dopo il sopralluogo in seguito al distacco del pannello dal soffitto e le denunce dei sindacati, sarà ancora al 981 di via Salaria per constatare lo stato dei luoghi.

Ma la presenza non basta. I cittadini chiedono quelle "risposte concrete" annunciate e il 19, non proprio una data scelta a caso, scenderanno ancora in piazza "per difendere il nostro territorio e la nostra salute". "No al TMB Salaria" - lo slogan classico scelto per l'appuntamento.

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L'idea che quell'impianto possa chiudere solo nel 2019, come promesso dal Campidoglio, da quelle parti sembra proprio non piacere. 

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