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"Il porta a porta? E' inutile": bufera sul minisindaco grillino del Municipio XV

Le parole in un'assemblea pubblica: "Era solo provocazione"

Roma senza più cassonetti stradali entro il 2021, almeno al 54%. E' questo l'obiettivo inseguito da Ama e Giunta Raggi sul fronte rifiuti: un traguardo per rivoluzionare il mondo della raccolta e dello smaltimento dell'immondizia dei romani. 

Al centro il porta a porta esteso a tutto il territorio cittadino, con i progetti di quello "intelligente" - dotato di microchip per il tracciamento - già avviati in alcuni territori della Capitale. 

Un sistema di raccolta spesso però in difficoltà con i bidoncini pieni a invadere stradine e ingressi dei palazzi, piatto ghiotto per topi e gabbiani. Tutto dunque da trasformare e riorganizzare. 

Il presidente Simonelli a Valle Muricana: "Il porta a porta? E' inutile"

Eppure c'è chi sembra in rotta di collisione con la ricetta Raggi. “Oggi mi dicono: quando mettete il porta a porta? Ma che sei matto! Io lo toglierei il porta a porta perché non lo riusciamo a fare. Non si riesce a fare. È inutile farlo". Sono le parole di Stefano Simonelli, presidente del Municipio XV, durante un'assemblea pubblica a Valle Muricana, estrema periferia del territorio. 

Il minisindaco ha definito l'introduzione del porta a porta dal punto di vista aziendale "una stupidaggine": qualcosa che dal punto di vista pratico non si riesce a fare in maniera adeguata. 

L'ex minisindaco Torquati: "Con M5s si torna indietro"

Parole che, col tema rifiuti sempre caldissimo, non sono passate inosservate. "Una palese incapacità di gestire il rapporto con Ama a danno della qualità della vita del nostro Municipio e di una scelta civile che con fatica avevamo condiviso con il territorio. Un cattivo esempio per tanti cittadini che hanno accettato una sfida complicata, ma giusta. Giusta per il futuro. Il futuro delle prossime generazioni" - ha commentato Daniele Torquati, l'ex minisindaco che ha portato il porta a porta in Quindicesimo. 

Il minisindaco si difende: "Solo una provocazione"

Ma Simonelli si difende e replica. "La mia era una provocazione. Il porta a porta è indubbiamente una cosa ottima soprattutto per chi fa dell'ambiente e dei rifiuti zero una bandiera. Il vero problema - ha detto il presidente del XV a RomaToday -  è che è stato introdotto in maniera importante quando aziendalmente era insostenibile: ciò è innegabile viste le condizioni di alcune aree dove vige. Per questo se mi dicessero di estendere il porta a porta in un altro quartiere direi di no: a meno di non avere una pianificazione, con mezzi e uomini, che ne garantisca la piena sostenibilità. Non basta introdurre un servizio per fare un passo in avanti, quando poi all'atto pratico - ha concluso - è come se se ne facessero due indietro". 
 

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