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Vigna Stelluti perde una delle sue gemme: chiude la Libreria Fanucci

L'annuncio di Sergio Fanucci in una lunga lettera alle lettrici e ai lettori: "Non avevo aperto solo una libreria ma iniziato una missione: non ce l'ho fatta. Forse ci ritroveremo altrove"

Vigna Stelluti perde una delle sue perle: chiude la Libreria Fanucci. Per anni punto di riferimento per tutti i lettori di Roma Nord e gli appassionati di libri, la Libreria Fanucci era un vero e proprio ritrovo culturale dal sapore tradizionale, ben lontano dalla logica industriale e un po' asettica delle moderne librerie. Un paradiso per i lettori che però si è dovuto ben presto scontrare con la dura realtà e le logiche del mercato. 

"Il lavoro da libraio indipendente è sempre di più un lavoro di sacrifici e con uno scopo che non è certo il profitto, anzi i soldi nel cassetto sono sempre meno e le ore di apertura sempre maggiori. L’arrivo delle librerie on line, lo strapotere di Amazon, gli allegati ai giornali delle edicole, i libri digitali, le promozioni fantasiose dei 2x1, le librerie di catena in economia di scala e via dicendo, hanno contribuito di giorno in giorno a snaturare la figura del libraio indipendente facendogli perdere sempre di più quel ruolo determinante e imprescindibile nella filiera culturale. Oggi sono sempre meno e a Roma in un calo senza precedenti" - ha scritto Sergio Fanucci nella lettera rivolta a lettrici, lettori, amici e librai per informare dell'imminente chiusura della sua libreria, la seconda dopo quella di Piazza Madama

Un messaggio commosso e sentito nel quale Fanucci sottolinea la calda accoglienza ricevuta dal quartiere di Roma Nord sin dall'apertura al civico 162 di via di Vigna Stelluti. "Fin dai primi mesi dalla sua apertura, gli abitanti della zona non hanno risposto in modo particolarmente entusiasta, come a sottolineare che a Roma nord si legge poco, e Vittorio Emiliani ci disse che non avevamo 'aperto una libreria ma iniziato una missione'. Ed è stato così, sei anni di fatica, di ricerca di formule che risvegliassero un’area di Roma sprovvista di librerie, dove è impossibile parcheggiare (i negozianti della via si sono opposti a cinque anni di lavori per creare parcheggi sotto Largo di Vigna Stelluti, dimostrando una miopia ostinata e portando motivazioni da vecchia Repubblica) a combattere tra negozi di abbigliamento, scarpe e intimo come a dire che l’estetica supera di gran lunga l’interiorità, della serie meglio un corpo ben vestito che una mente ben fornita".

Una libreria, quella Fanucci, nata da un locale fatiscente, senza luce, con una scala per scendere ripidissima, un piano d’ingresso minuscolo e un piano inferiore che era un magazzino senza pavimento e pieno di ferro vecchio. "L’ho trasformato in una delle più belle librerie di Roma, da 100 mq di negozio a 400 mq, con uno spazio per ragazzi di oltre 80 mq che da solo vale una libreria. Scaffali chiari ed eleganti, servizio della reperibilità dei libri in 24/48 ore, gentilezza e disponibilità, oltre 30mila titoli presenti" - racconta Fanucci rammaricato di come il tutto non sia bastato a convincere i proprietari delle mura "che il libro non ha i margini di un vestito, che il quartiere aveva bisogno di una libreria del genere e che la cultura passa per una presa di coscienza che deve essere collettiva e non solo di poche persone illuminate".

"Non ce l’ho fatta" - la frase che racchiude tutto il rammarico di Fanucci che ringrazia le lettrici e i lettori del quartiere oltre ai librai che hanno lavorato con lui in questi sei anni a partire dal direttore Romano Castellani. "I costi troppo cari e una zona in depressione hanno fatto il resto" - la costatazione del libraio di Vigna Stelluti che però saluta tutti non con un addio ma con un "arrivederci" che in molti riaccende la speranza di poter veder sorgere una nuova libreria altrove. 

"Forse ci rifaremo altrove, o forse no. Oggi - scrive Sergio Fanucci nella sua lettera - il mio più grande ringraziamento va a chi è stato con me per tutti questi anni, i miei librai, che hanno condiviso milioni di pagine con i lettori, hanno creduto in un progetto e non si sono mai tirati indietro. Anche ai lettori dico grazie, non perdetevi d’animo, la nostra passione comune per il libro troverà sicuramente un altro luogo e un altro momento per essere vissuta; per ora lasciamoci così, come due compagni di viaggio che si stringono la mano e guardandosi negli occhi, si sorridono. Stare insieme in questi anni è stato bello e ci ha arricchito un po’ di più. Questo è il ricordo che porterò con me e spero lo farete anche voi, tutti".
 

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Commenti (2)

  • subito un centro di accoglienza profughi, quello sì che rende ,per l'esattezza 3.5 miliardi all'anno delle nostre tasse. Vergogna!!!

    • Avatar di Vic
      Vic

      Un bel supermarket con gli occhi a mandorla no??

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