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Autorizzazioni mancanti e palazzi a rischio vibrazioni: stop alla Vigna Clara-Valle Aurelia

La "metro" perduta di Roma Nord rimane un miraggio, dal TAR nuovo stop: "Opera realizzata sine titulo"

Stop alla riattivazione della linea Vigna Clara-Valle Aurelia. A stabilirlo il TAR del Lazio in seguito alla relazione dell'organismo verificatore incaricato nel gennaio del 2017, proprio dal Tribunale Amministrativo, ad effettuare uno studio approfondito sui lavori e sulle vicende storiche che, a partire dalla costruzione della galleria Cassia– Monte Mario, e fino ai giorni nostri, hanno interessato la costruzione e l’esercizio della tratta ferroviaria.

Il TAR aveva chiesto alla commissione particolare attenzione ai titoli autorizzativi e/o di assentimento ambientale. 

Proprio su questi aspetti avevano fatto leva i ricorrenti inquieti per l'impatto ambientale di un'opera risalente agli anni 90 e riproposta in una zona negli anni profondamente cambiata. 

A preoccupare un condominio ed una clinica privata di Vigna Clara in particolare le vibrazioni e gli effetti dell'andirivieni dei treni sulla stabilità dei palazzi limitrofi, oltre all'assenza delle necessarie autorizzazioni ambientali. 

Linea Vigna Clara-Valle Aurelia, "opera che grida vendetta": attesa dal '90 e bloccata dai ricorsi

La sentenza del TAR: linea realizzata sine titulo

Obiettivo centrato. Nella sentenza pubblicata il TAR parla infatti di "apparente assenza di qualsivoglia atto autorizzativo per la realizzazione dell’opera, sin dal 1990 e, a cascata, fino ai progetti di riattivazione della linea del 2015".

La linea ferroviaria, quindi, sin dall’origine - si legge nelle pagine del Tribunale - sarebbe stata realizzata (e si appresterebbe, adesso, ad essere riattivata) sostanzialmente sine titulo, non essendo rinvenibili, agli atti di questo giudizio, i prescritti atti di assenso ambientale ed urbanistico-edilizio (né, come precisa la relazione dell’organismo verificatore, a ciò avrebbero rimediato le amministrazioni resistenti, ossia RFI s.p.a., Regione Lazio e Comune di Roma, le quali non avrebbero provveduto a depositare in giudizio detti atti). 

Mai sottoposta a valutazione di impatto ambientale

Da qui l'illegittimità della riattivazione della linea, "non risultando essa essere mai stata sottoposta a valutazione d’impatto ambientale, né ai sensi dell’(attualmente vigente) d.lgs. n. 152 del 2006, né ai sensi delle norme vigenti nel 1989-90".  

"Inoltre - scrivono ancora i giudici - risulterebbe che la linea non sia mai stata assentita, nelle forme e nei modi prescritti dalla legge, neanche dal punto di vista urbanistico ed edilizio". 

Che dire poi della "sussistenza di rischi per gli abitati limitrofi, e quindi di possibili danni, per quanto attiene agli effetti vibrazionali ed alla tenuta statica degli edifici, derivanti dal passaggio dei treni". 

Attesa infinita per la Vigna Clara-Valle Aurelia

Insomma per riattivare la linea Vigna Clara-Valle Aurelia, la "metro" che Roma Nord sogna da quasi trent'anni bisognerà ancora attendere. 

Spetterà alle amministrazioni competenti " attivare daccapo e secondo le leggi oggi vigenti, tutti i necessari procedimenti di verifica di impatto ambientale" con RFI chiamata ad effettuare una "nuova e più approfondita campagna sperimentale” sulle condizioni di esercizio. 

La metro perdita di Roma Nord

Dunque per superare l'ennesimo stop e vedere la tratta in funzione occorrerà ripartire con la macchina autorizzativa e burocratica, con nuovi accorgimenti tecnici affinchè la riattivazione della linea Vigna Clara-Valle Aurelia, necessaria alla chiusura dell'anello ferroviario e importante per collegare Roma Nord alla metro A, avvenga con pieni titoli e senza pericoli per l'abitato circostante. 

Dentro Stazione Vigna Clara, completa, nuova e pronta i tabelloni elettronici sono accesi: ma per il prossimo treno bisognerà ancora attendere un bel po'. 
 

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