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ll cimitero di Prima Porta è un girone infernale: tombe tra guano, acqua nera e zanzare

L'inesorabile declino del Cimitero di Prima Porta: bagni inaccessibili, edifici che cadono a pezzi e pavimenti come laghi. "Tra un po' anche i morti scapperanno"

foto facebook: Riprendiamoci Roma

Passa il tempo ma nulla cambia: il Cimitero Flaminio resta nel degrado. Il camposanto di Prima Porta, consacrato nel 1941 e considerato capolavoro di architettura cimiteriale contemporanea, è sempre più un monumento al degrado. 

La decadenza del Cimitero Flaminio

Abbandonato, sfregiato e pericoloso. Non una novità per chi vi si reca a far visita ai propri cari defunti: viali sconnessi, verde incolto, tombe a terra quasi irraggiungibili perchè fagocitate da rovi e sterpaglie, edifici che ospitano i loculi in totale decadenza. Non fanno eccezione servizi igienici, al limite della praticablità, e fontane tra quelle a secco e altre più simili a stagni. 

Che dire poi dell’intonaco che si stacca da pareti e soffitti, delle infiltrazioni d’acqua che inumidiscono gli ambienti e di quelle perdite che trasformano i pavimenti in laghi. C’è anche un problema di guano che rende il Cimitero Flaminio ancor più sporco e maleodorante. 

Il cimitero di Prima Porta è un girone infernale

Un vero e proprio girone infernale. E’ così che lo descrive Chiara arrivata a Prima Porta per trovare i propri cari. 

“Lasciate ogni speranza o voi che entrate. L'inferno di Dante accoglieva così le anime, il cimitero di Prima Porta potrebbe accogliere così i suoi defunti” - commenta. “Se però nella divina commedia, fatta eccezione di Dante, solo le anime dannate avevano la sfortuna di entrare nell'Inferno, a Prima Porta l'ingresso è open per qualsiasi tipo di anima ed essere vivente”. 

E’ inesorabile il declino del Cimitero Flaminio. “Il fantastico viaggio al suo interno inizia con la ricerca del proprio defunto tra il prato alto un metro e venti, se il poverino ha scelto di essere seppellito all'esterno; se al contrario bisogna accedere ai settori interni l'erba è sostituita da escrementi, principalmente di piccioni (ma per quanto mi riguarda dall'odore di ogni tipo), ragnatele, intonaco cadente ovunque e fantastici bagni dove la speranza muore definitivamente per chi è entrato”. 

Tombe tra guano, infiltrazioni e acqua nera

Anche l’acqua non potabile, quella che serve solo per mantenere freschi i fiori, è da brivido: nera come la pece, “così - scrive Chiara - non esce nemmeno all'inferno. 

"La vita dei morti è posta nella memoria dei vivi, disse Marco Tullio Cicerone: non sarebbe male se la società preservasse luoghi dove i vivi - la triste constatazione - possano rendere omaggio con gioia ai propri cari senza timore di uscirne con il colera”. 

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“L’incuria più totale, il degrado più assoluto” - commentano i cittadini sulla pagina di ‘Riprendiamoci Roma’. “La puzza nei corridoi è nauseante”. Poi l’accento sulle tombe depredate di piccoli oggetti, furti nelle auto e aggressioni. “Tra un po’ da li - l’amara ironia di qualcuno - se andranno pure i morti”. 
 

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