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Cento migranti a Casale San Nicola, Presidio radunato: "Pronti a incatenarci"

Dalla Prefettura l'ok ad ospitare nella ex scuola privata Socrate un centinaio di richiedenti asilo. La notizia dal minisindaco Barletta: "Pronti alla sfida". Il Comitato del 'No' riunito sulla Braccianese

Alla fine la decisione del Prefetto sul destino della ex scuola privata Socrate a Casale San Nicola è arrivata: la struttura diverrà centro di accoglienza per cento richiedenti asilo. A dare la notizia in tarda mattinata il Presidente del Municipio XIV, Valerio Barletta: "Nei prossimi giorni il nostro Municipio dovrà affrontare la difficile sfida chiamata accoglienza" - ha scritto il minisindaco sul proprio profilo Facebook parlando di "Uomini e donne fuggiti dalle guerre del Mediterraneo, senza futuro nei loro Paesi d'origine" e auspicando nei loro confronti solidarietà e integrazione. "Noi per primi, insieme alla rete del volontariato locale e a tutti i cittadini di buona volontà - ha detto - siamo pronti a fare la nostra parte".

Una notizia - che dopo il sopralluogo alla ex Socrate da parte del Prefetto Gabrielli - era nell'aria ma che i residenti, uniti nel Presidio messo in piedi lo scorso 5 maggio, hanno appreso dai social con sgomento.

"La modalità di comunicazione negli anni non è mai cambiata. I cittadini sono sempre gli ultimi a sapere le cose: come successo oggi e come, ancor più grave, accaduto due mesi fa quando solo indagando sui lavori al Casale abbiamo scoperto l'intenzione di porci dei migranti" - si sfogano dal Presidio al quale, acquisita la notizia, stanno giungendo in molti.

Oggi a Casale San Nicola nessun turno, saranno tutti li per commentare e studiare le prossime mosse da mettere in campo: "Più siamo e meglio è" - la frase ripetuta nelle telefonate a vicini di casa e di quartiere che si susseguono incessanti per organizzare il raduno.

"Questa è la conferma del fatto che non siamo minimamente ascoltati e considerati. E' una decisione scriteriata perchè questa zona - ribadiscono dal Presidio - non è idonea ad ospitare centro migranti. Il rapporto tra noi, 250 famiglie, e loro è troppo. Per non parlare delle numerose problematiche che presenta il quartiere le cui strade peraltro sono private e curate da noi residenti. Niente illuminazione, niente servizi, niente certezza sulla reale identità di chi verrà qui per essere ospitato: c'è un chiaro problema legato alla sicurezza e non perchè a qualcuno fa comodo etichettarci come razzisti ma perchè - tengono a sottolineare - parlano i fatti". 

"Questo è un territorio senza servizi, un posto isolato e nel quale lo Stato non ha mai messo nulla e ora - dice una delle residenti appartenenti al Comitato - pretende invece di venire e prendere".

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Insomma cresce il clima di tensione e preoccupazione a Casale San Nicola: "Dicono che le riunioni per i trasferimenti sono già iniziate. Li porteranno a gruppetti per non essere notati" - mormorano nel grande piazzale dove è in corso l'organizzazione di un'assemblea.
"Continueremo la nostra battaglia certi che le argomentazioni e le criticità da noi sollevate siano del tutto attinenti alla realtà" - dicono dal Presidio. "Per quanto mi riguarda - rivela qualcuno degli abitanti - qui non passeranno, siamo pronti a tutto. Anche ad incatenarci ai cancelli della Socrate". 

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