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Casale San Nicola, il prefetto ha detto sì: l'ex scuola Socrate sarà un centro di accoglienza

A dare la notizia il minisindaco Valerio Barletta, che sulla sua pagina Facebook annuncia: "Nei prossimi giorni il nostro Municipio dovrà affrontare la difficile sfida chiamata accoglienza"

Il prefetto Gabrielli ha detto sì. Da Palazzo Valentini e da chi di fatto, nel magma politico e giudiziario che tiene in scacco il Campidoglio, detta le linee guida alla città sul fronte accoglienza, sicurezza e ordine pubblico, è arrivata l'autorizzazione.

L'ex scuola Socrate sarà un centro di accoglienza per richiedenti asilo. Un Cara in miniatura in via del Casale di San Nicola, al confine tra XIV e XV municipio, con 100 migranti.  

A dare la notizia il minisindaco Valerio Barletta, che sulla sua pagina Facebook annuncia: "Nei prossimi giorni il nostro Municipio dovrà affrontare la difficile sfida chiamata accoglienza". E ancora: "Noi per primi, insieme alla rete del volontariato locale e a tutti i cittadini di buona volontà, siamo pronti a fare la nostra parte".

Ma senza dimenticare il braccio di ferro che va avanti da settimane sulla destinazione di quei locali, con il territorio spaccato tra chi si è detto disponibile ad accogliere i nuovi ospiti (Comitato per l'Accoglienza), chi si oppone "all'invasione" (Comitato Spontaneo di San Nicola), in presidio fisso presso la struttura, e chi ha approfittato della situazione per rilanciare il problema dell'emergenza abitativa, allestendo sull'area un "campo profughi di italiani" (movimenti di estrema destra).  

Tante le denunce, e i tentativi di confronto con le istituzioni, del Comitato Spontaneo di San Nicola che ha più volte fatto segnalato l'inidoneità strutturale - edificio obsoleto, tetto instabile e fosse biologiche insufficienti - della Socrate, con il dito puntato contro le carenze della zona, dalle strade dissetate, all'assenza di servizi e illuminazione pubblica. Sempre smarcandosi dalle accuse di razzismo e intolleranza.

"Ci sono evidenti criticità dal punto di vista della sicurezza e perchè vorremmo che tutto fosse fatto in base a legalità e trasparenza" hanno sempre sottolineato i cittadini in protesta, rincuorati dai sigilli apposti all'edificio lo scorso 27 maggio per presunte irregolarità nel bando di assegnazione. 

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Di ieri però la notizia del dissequestro con visita di Gabrielli in loco. E oggi il verdetto finale. Il centro d'accoglienza s'ha da fare. 

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