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La Storta: investì e uccise due donne alla fermata del bus, condannato a un anno e 10 mesi

Il 30enne romano, giudicato con rito abbreviato, è stato condannato a un anno e dieci mesi con pena sospesa e alla pena accessoria di un anno e 6 mesi di sospensione della patente di guida

Si è svolta questa mattina al Tribunale di Roma l'udienza preliminare del procedimento penale nella quale M. C. si è presentato davanti al GUP dott. Giovanni Ariolli come imputato per aver causato, nell'incidente stradale avvenuto 17 luglio 2009 a Roma in via Cassia, la morte di Carmelita Olpindo Tejada, filippina 58enne, e Jennifer Nicolas Paltep, anche lei filippina di 50 anni, entrambe residenti a Roma.

M.C., trentenne romano, è stato condannato con rito abbreviato ad un anno e 10 mesi di reclusione con pena sospesa e alla pena accessoria di un anno e 6 mesi di sospensione della patente di guida. L'imputato ha scelto di farsi giudicare con il rito abbreviato. A gestire le indagini è stato il pubblico ministero dott. Paolo Ielo.

L'INCIDENTE - L'incidente è avvenuto in via Cassia, all'altezza dell'Olgiata. Erano da poco passate le 7 del mattino del 17 luglio 2009 e le signore Carmelita e Jennifer aspettavano l'autobus. M.C. a bordo della sua Golf arrivava all'altezza della fermata in fase di sorpasso di una Nissan Micra in procinto di svoltare a sinistra per immettersi all'interno del civico 1824. Lo scontro tra le due auto è stato inevitabile, la Golf urtava il marciapiede sinistro della carreggiata sbalzando poi a destra e proseguendo la marcia fino a investire le vittime, ferme in attesa del bus. Sul luogo dell'incidente è intervenuta la Polizia Municipale di Roma per i rilievi di rito e i paramedici del 118 che hanno constatato il decesso delle due filippine e portato gli altri feriti all'Ospedale "San Pietro".

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L'avvocato Paolo Ciceroni, legale dei parenti delle vittime commenta: "Faremo il possibile per tutelare le famiglie nella vertenza di risarcimento per la grave perdita che hanno subìto. In particolare il figlio della signora Carmelita, Sigfred, e quello della signora Jennifer, Jefferson, hanno bisogno di avere il giusto riconoscimento per aver perso l'affetto insostituibile delle loro madri. Oggi mi sono recato in Tribunale per tenere informati i parenti delle vittime dell'esito del penale ma resta il rammarico per esiguità della pena inflitta."

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