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Tre anni dall'alluvione, il Comitato scrive alla Sindaca: "Venga a Prima Porta"

A tre anni dai devastanti allagamenti che colpirono il quartiere del Municipio XV il 31 Gennaio ha mandato una lettera a Raggi: "Verifichi con i suoi occhi il bisogno urgente di interventi"

Sono passati tre anni dalla devastante alluvione che il 31 gennaio 2014 mise in ginocchio Prima Porta: case allagate, garage sommersi dal fango, strade come fiumi e danni che ancora qualcuno fatica a riparare. Decine le automobili andate distrutte, altrettanti gli appartamenti da rifare e le attività commerciali che hanno dovuto rimboccarsi le maniche per risorgere.

Eppure a tre anni da quel nefasto evento a Prima Porta la pioggia fa ancora paura. Degli impianti anti allagamento solo quello di via Frassineto è stato ultimato, la marana è stata in parte ripulita ma dell'ultimazione delle pompe di via Procaccini ancora non v'è traccia e così il quadrante dell'omonima via, tre anni fa finito sotto un fiume di melma, ad ogni pioggia trema. 

Così il Comitato 31 Gennaio, nato proprio in seguito all'alluvione, ha deciso di scrivere una lettera alla Sindaca Virginia Raggi per rappresentarle la situazione di Prima Porta e invitarla a fare un giro nel quartiere del Municipio XV. 

TRE ANNI DA ALLUVIONE PRIMA PORTA - "Carissima Sindaca, anche se personalmente preferisco rivolgermi a Te come Carissima Virginia, in quanto Tuo coetaneo, mi sono permesso di scriverTi vista la ricorrenza di questo triste anniversario. Sono certo che sei a conoscenza dell’accaduto e di come ad oggi si sia fatto troppo poco per sanare le criticità che hanno permesso a delle piogge più abbondanti del solito di rendere inagibili le abitazioni e le attività di quelli che sono oggi i Tuoi cittadini, procurando loro numerosi danni economici" - ha scritto Francesco Mangone, presidente del 31 Gennaio spiegando come da quel 2014 insieme agli abitanti di Prima Porta e Labaro i membri del  Comitato abbiano iniziato a monitorare costantemente i punti critici del quartiere "cercando più volte di spostare l’attenzione delle Autorità proprio su queste criticità e ad intervenire di conseguenza". 

INTERVENTI SOLO PARZIALI - "Purtroppo - si legge nella lettera - non abbiamo ottenuto i risultati sperati: gli interventi necessari sono stati compiuti solo parzialmente lasciando il nostro quartiere ad alto rischio alluvione. Ad aggravare la situazione lo scorso anno c’è stato un cambiamento nell’atteggiamento della Protezione Civile nei confronti del nostro quartiere. Prima di tale cambiamento in caso di allerta meteo erano presenti numerose squadre della Protezione Civile informate perfettamente sulle criticità della zona e puntualmente presidiavano tutti i punti a rischio con i mezzi idonei, pronti per un eventuale intervento. Tutto ciò ha permesso di evitare eventi eccezionali come quello del 31 gennaio". Un presidio che oggi non esiste più. 

PRESIDIO PROTEZIONE CIVILE - "Su quest’ultima cosa tengo a sottolineare che il Dipartimento di Protezione Civile, istituito con la legge 225/1992, ha come fine: “previsione e prevenzione dei rischi, al soccorso e all’assistenza delle popolazioni colpite da calamità, al contrasto e al superamento dell’emergenza”. Dunque l’intervento della Protezione Civile a danno accaduto fa venire meno una delle ragioni della costituzione di questa organizzazione, ovvero la prevenzione. Aggiungo che sempre per la legge 225/1992 il Sindaco è Autorità Comunale di Protezione Civile, quindi visti gli avvenimenti del passato un eventuale secondo 31 gennaio non potrebbe essere definito come dal Tuo predecessore “un evento eccezionale”. Inoltre, Genova insegna che le situazioni non vengono sempre gestite con la superficialità romana poiché l’ex Sindaco di Genova, Marta Vincenzi, è stata condannata a ben cinque anni di reclusione per l’alluvione del 2011 visti tra i capi di imputazione l’omicidio colposo plurimo, disastro, falso, lesioni colpose e calunnia". 

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SINDACA INVITATA A PRIMA PORTA - Uno sfogo, dicono dal Comitato 31 Gennaio, che è un invito alla Sindaca ad andare a verificare personalmente le condizioni di Prima Porta, le criticità del territorio "e - scrive Mangone - il bisogno urgente di interventi al fine di evitare situazioni di disagio e danni che potevano essere previsti". 
 

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