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Via Camposampiero: il borgo artigiano che non vuole sparire 

Le aziende, "occupanti senza titolo", che sorgono sulla Flaminia chiedono chiarezza sul loro futuro: li dovrebbero passare i binari per la chiusura dell'Anello Ferroviario ma da anni è grande l'incertezza sulla ricollocazione delle storiche attività

Il meglio dell'artigianato italiano, aziende con sede a Roma Nord ma note in tutto il mondo: marmisti, vetrai, maestri dell'infisso, dei costumi e dei tendaggi.

Capannoni che, nonostante l'aspetto logoro e trasandato di quel che li circonda, racchiudono anni di tradizione e made in Italy: aziende, quelle di via Camposampiero, tramandate di generazione in generazione con i "segreti" di famiglia a rendere unici prodotti che da quell'angolo di via Flaminia trovano successo in Europa e nel Mondo. 

Un vero e proprio borgo artigiano nel cuore di Roma Nord: 70 aziende circa ubicate li - tra via Camposampiero, via Possagno e via Flaminia - dall'inizio degli anni '60 e che però, con concessioni scadute e mai più rinnovate, da anni attendono che qualcuno faccia chiarezza sul loro destino.

Su quei terreni infatti è previsto il passaggio dei binari utili alla tanto agognata chiusura dell'Anello Ferroviario di Roma: da qui l'esigenza di spostare gli artigiani per permettere bonifica e lavori.

Aziende che nel 2011 sembravano destinate ad un terreno limitrofo al Cimitero Flaminio ma che, con l'annuncio di un primo studio di fattibilità di Ferrovie dello Stato che prevede "alcune varianti di tracciato per bypassare la zona occupata“, dall'aprile del 2015 nutrono la speranza di rimanere in quello storico insediamento. 

"Siamo circa 60 aziende consorziate ubicate qui dall'inizio degli anni '60 con concessioni ufficiali da parte del Ministero dei Lavori Pubblici, permessi che a metà degli anni '80 però non sono più stati rinnovati facendo di noi degli 'occupanti senza titolo'." - ha detto a RomaToday Aurelio Bruni, presidente del Consorzio, spiegando come questo status crei loro "condizioni deleterie". 

"Siamo qui da tre generazioni e oggi vorremmo un titolo per rimanere o essere trasferiti altrove: così ci sentiamo senza futuro" - ha aggiunto il Presidente non nascondendo una preferenza per l'idea di un tracciato alternativo per i binari affinchè le aziende possano rimanere a Camposanpiero. 

L'obiettivo è quello, una volta giunta la regolarizzazione, di ammodernare il borgo e prevedere una ristrutturazione a 360° per dare impulso ad aziende e produttività. 

"Oltretutto l'alternativa che ci hanno proposto - ha aggiunto Bruni - è poco vicina al Cimitero Flaminio ma è un terreno con talmente tanti vincoli ambientali, archeologici e ambientali che non penso sia praticabile".

La priorità delle aziende è dunque quella di avere un titolo per lavorare e poi ragionare sul futuro: "Rimanendo qui sicuramente il 99% delle attività sopravviverebbe, con il trasferimento molte sarebbero costrette a chiudere" - sostiene il presidente del Consorzio che dopo anni non smette di appellarsi alla politica. 

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"Per le nostre aziende ci aspettiamo un progetto serio" - questo il monito al prossimo Sindaco di Roma che arriva da via Camposampiero, un borgo di prestigioso artigianato che non ci sta a sparire sotto i binari. 

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