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Prima Porta, niente più pasti agli alluvionati: "Via dall'hotel in quattro giorni"

L'ultimatum del Consorzio delle Cooperative Sociali 'Casa della Solidarietà', che ha un contenzioso economico con il Comune, per le famiglie ospiti del Flaminius. Gli sfollati: "Siamo preoccupati e disperati, non sappiamo dove andare"

C'è profonda preoccupazione all'Hotel Flaminius di Labaro, la struttura alberghiera che da due anni ospita le famiglie sfollate in seguito all'alluvione di Prima Porta del 31 gennaio 2014. 45 persone di cui 9 bambini sotto gli 8 anni: 17 nuclei familiari fragili che, perso tutto o quasi nel fango, hanno trovato nello spartano albergo di via Frassineto un tetto ed un appiglio dal quale tentare la ripresa di una vita normale. 

Una rinascita che però per molti di loro sembra ancora lontana. A poco o nulla è servito il contributo economico, 1700 euro,  concesso dal Comune; in due anni per qualcuno è arrivata anche la disoccupazione e i soldi per permettersi di riparare la casa di proprietà andata distrutta o per un nuovo alloggio in affitto non ci sono o non bastano.

Così il Flaminius è divenuto una dimora poi non così tanto temporanea nell'attesa delle infinite graduatorie per le case popolari e per quel bonus casa che per le famiglie alluvionate è sempre più un miraggio. Panni lavati a mano, pasti precotti e scaldati al microonde, una vita familiare di comunità e senza privacy, spazi risicati: questo quanto impone la permanenza al Flaminius, condizioni che nessuno disprezza ma che in tanti vorrebbero abbandonare al più presto.

Ma il disagio economico resta e così, senza una'alternativa, il Flaminius per molti si presenta come l'unica soluzione. Eppure, dopo le polemiche che hanno investito gli alluvionati etichettati come 'furbetti del quartierino' perchè 'a scrocco' della comunità, a gettare nell'incertezza le famiglie del Flaminius è stato l'avviso affisso dalla Cooperativa che fornisce loro pasti e assistenza. 

"Si avvisano gli utenti che il Consorzio delle Cooperative Sociali 'Casa della Solidarietà' cesserà di effettuare il servizio e tutte le prestazioni ad esso collegate all'interno dell'Hotel Flaminius in data 15 maggio 2016. Siete cortesemente invitati a lasciare l'Hotel in quella data anche per consentire al suddetto consorzio di restituire la struttura al proprietario libera da persone o cose" - questo il cartello posto tre giorni fa all'ingresso dell'albergo. Una comunicazione che ha creato scompiglio e preoccupazione. 

"Senza alcun preavviso ci dicono che in quattro giorni dovremo lasciare questa sistemazione, uscire dall'Hotel Flaminius senza una valida alternativa: siamo tutti preoccupati e disperati perchè, tra figli piccoli e genitori anziani, non sappiamo proprio dove andare" - ha raccontato a RomaToday Antonella, una delle donne di via Frassineto. "Dall'oggi al domani - ha proseguito - ci buttano in mezzo alla strada e per me che ho quattro bambini, da tre mesi a 7 anni, la notizia è più che drammatica".

"Noi siamo in quattro con mia madre ultra ottantenne: di tutti lavoro solo io, le entrate sono dunque ridotte al minimo, e il cartello affisso appena tre giorni fa ci ha gettati nello sconforto più totale perchè non sappiamo che cosa ne sarà di noi" - ha  aggiunto un'altra ospite del Flaminius. 

Ma a fare un po' di chiarezza sul destino delle famiglie alluvionate ci hanno pensato, pur non essendo direttamente competenti, dal Municipio XV: "Il cartello è stato affisso dalla cooperativa che non ha alcun potere di sgombero: da lunedì al Flaminius però non arriveranno più i pasti e le famiglie, come in tanti casi già fanno, dovranno autogestirsi" - ha spiegato Agnese Rollo, presidente della Commissione Politiche Sociali di via Flaminia 872. 

Dunque per gli alluvionati niente più pasti ma, per adesso, nessun obbligo di abbandonare lo stabile. Il cartello della 'Casa della Solidarietà' sarebbe infatti più che altro un monito a Roma Capitale che, da quanto si apprende, deve alla cooperativa mesi di arretrato. 

"Stiamo seguendo la questione con costanza e impegno: il contatto con il Dipartimento delle Politiche Abitative è continuo perchè vogliamo risolvere la questione alla radice. Vorremmo arrivare alla riapertura dei 'bonus casa' che è l'opzione che abbiamo sempre ritenuto più valida per le famiglie e per l'Amministrazione visto che questo tipo di accoglienza si sarebbe già dovuto concludere circa un anno fa" - ha detto a RomaToday l'Assessore al Sociale del Municipio XV, Michela Ottavi, sottolineando che verranno effettuate attente verifiche su tutti i casi, vari e variegati, del Flaminius per tutelare quei nuclei già fragili e disagiati. 

Insomma nel clima di tensione relativo a Sociale ed emergenza abitativa che si registra nella Capitale entrano pure, loro malgrado, le famiglie del Flaminius che, nonostante le rassicurazioni, temono per il loro futuro: "Siamo disperati e preoccupati. Un'alternativa valida è tutto ciò che chiediamo per riprendere in mano le nostre vite e condurle in maniera dignitosa" - dicono gli alluvionati ancora ospiti in via Frassineto. 
 

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