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Municipio XV, Simonelli al "giro di boa": intervista di metà mandato al minisindaco grillino

Il presidente del Municipio XV, Stefano Simonelli (M5s), racconta a RomaToday la prima metà del suo mandato: tra obiettivi centrati e programmi per il futuro

"Dare un volto nuovo alla città e al municipio, un gioiello ricoperto da anni di pietre e polvere" - questo l'impegno iniziale del minisindaco del Municipio XV, Stefano Simonelli, arrivato a ricoprire la massima carica nel territorio più a nord di Roma dopo aver ribaltato i risultati del primo turno battendo al ballottaggio il presidente uscente, Daniele Torquati (Pd).

La prima esperienza di governo del M5s in quello che per vent'anni, ad eccezione della piccola parentesi del centrosinistra, è stato feudo del centrodestra. Scuola e Sociale le tematiche care a Simonelli e alla sua Giunta che in questi primi due anni e mezzo si sono trovati ad affrontare questioni scottanti e di respiro cittadino: alle spalle la chiusura del campo rom River, all'orizzonte l'impianto di compostaggio che Campidoglio ed Ama vogliono realizzare tra Cesano e Osteria Nuova.

Ai microfoni di RomaToday il bilancio di Simonelli arrivato al "giro di boa" del suo mandato.

Tra le grandi questioni che il territorio si trova ad affrontare c'è quella dell'impianto di compostaggio a Cesano. Qual è il suo pensiero sulla localizzazione scelta da Comune e Ama e che tipo di coinvolgimento c'è stato del Municipio e della comunità di quella zona?

Che la questione rifiuti di Roma debba essere gestita all'interno del territorio della Capitale è un aspetto molto importante e tutti sono chiamati a dare il loro contributo. Sull'impianto di compostaggio a Cesano l'approccio con la comunità non è stato ottimale, il Comune oltretutto non ci aveva nemmeno avvisati di aver portato le carte per le autorizzazioni in Regione. Tuttavia, tolta l'opportunità politica di realizzarlo in un'area che negli ultimi anni non è stata affatto premiata, non apprezzo quando di default si respinge un progetto sulla scorta del passato. Sul compostaggio a Cesano abbiamo chiesto uno studio sull'impatto che l'impianto avrà nell'immediato e in futuro: bisogna valutare come cambierà negli anni quel territorio e realizzare oggi gli interventi necessari. Quello che ci preme di più è che l'uso di quello stabilimento, dove accanto vogliamo realizzare anche l'isola ecologica, non cambi: nè nelle autorizzazioni, nè per quanto riguarda un eventuale aumento dei rifiuti trattati. Siamo dunque in attesa di ricevere risposte e garanzie: se non arriveranno o non saranno soddisfacenti sarò il primo a dire di no al compostaggio a Cesano. 

Nelle sue linee programmatiche l'unico quartiere esplicitamente citato è stato Ponte Milvio, dopo la rimozione dei tavolini e il varo del Piano di Massima occupabilità come immaginate il futuro del "salotto di Roma Nord"?

La nostra visione è quella di rendere Ponte Milvio grande, come merita. Vogliamo la sua "verticalizzazione": ossia una piazza allargata che parta dallo stadio della Farnesina e arrivi al mercato di via Riano, che cambierà volto, offrendo eventi di vario genere e di grande richiamo. E' un percorso che però si svilupperà nel medio termine: va studiato bene affinchè non sia il presupposto perchè Ponte Milvio diventi quello di prima. Attraverso l'interlocuzione con la Sovrintendenza stiamo tentando di riaprire anche la Torretta Valadier, chiusa per un problema con l'antincendio. Nei limiti che saranno imposti, pensiamo che quel bene possa tornare al territorio entro il 2019. 

Il River è stato chiuso, non senza problemi. Cosa rappresenta la chiusura del primo campo rom per l'amministrazione Cinque Stelle del Municipio XV e del Comune? 

La chiusura del campo rom River è stato un grande traguardo. E' stata una vittoria aver eliminato una situazione incancrenita da anni: di fatto quello era un ghetto dove non si è mai fatto in modo che quelle persone avessero l'opportunità di avere un'alternativa, non si è fatto nulla per trasmettere loro i valori e le regole della nostra società. Ad oggi, come emerso anche da una riunione con il Campidoglio, non abbiamo evidenti segnalazioni su insediamenti abusivi occupati dagli ex ospiti del River: una quota parte di loro, i più fragili, sono ben seguiti dal Sociale. Per quanto riguarda l'area dell'ex campo stiamo mettendo a punto un progetto per scongiurare qualsiasi ipotesi di rioccupazione di quegli spazi: nel terreno di fronte vorremmo porre il presidio della Protezione Civile perchè garantisca la sua presenza in un'area importante. 

Il parco di Colli d'Oro, dove fece tappa anche Virginia Raggi in campagna elettorale, è da anni sfregiato da un palazzetto dello sport mai realizzato. Che cosa riserva il futuro per la "pineta" di Labaro?

Il Dipartimento Tutela Ambientale si riprenderà l'area verde solo dopo che il Dipartimento Sport provvederà alla messa in sicurezza di alcune alberature: un'operazione per cui noi non abbiamo proprio fondi a disposizione. Per il futuro dell'ecomostro le strade sono due: o la bonifica completa e il risanamento della ferita del parco, o la rigenerazione urbana affinchè quella struttura diventi qualcosa di utile per il quartiere. Dovrà scegliere la cittadinanza e dovrà farlo in modo consapevole su opzioni percorribili. Purtroppo la questione risorse per il Parco di Colli d'Oro è fondamentale. 

Qual è il suo bilancio di questi due anni e mezzo di governo e che cosa avete in programma per il resto del mandato?

Noi siamo tutte persone nuove  prestate alla politica, nessuno di noi lavorava con la cosa pubblica per questo è stato normale e necessario aver bisogno di qualche tempo per conoscere il contesto in cui operare. Come ci eravamo prefissati stiamo tentando di far diventare "ordinario" lo straordinario: il nostro lavoro è stato improntato tutto su questo, riconoscendo i limiti di autonomia di movimento che ha un municipio.

Dopo due anni e mezzo sono contento perchè, grazie anche all'unità di intenti con le opposizioni, abbiamo dato un reale segnale sull'indirizzo politico del nostro territorio: siamo gli unici a non aver chiesto al Comune un solo euro in più per i servizi sociali di base. Quest'anno abbiamo recuperato 380mila euro per coprire il servizio AEC. 

Sociale e Scuola sono sempre al centro della nostra azione di governo. Sul fronte scuole quest'anno partiranno una quarantina di cantieri: l'obiettivo è arrivare a fine mandato che tutti i sistemi antincendio abbiano almeno la progettazione esecutiva e siano banditi. Nel 2020 inizieremo a fare lo stesso per l'antisismico. Su questi fronti, ne sono convinto, lasceremo una grande eredità a chi verrà dopo di noi. 

Che vuol dire, che non si ricandida?

No, non mi ricandido. Con grosso dolore ma no, sono troppo poco politico. 
 

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